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17/03/2014 news
L'intervento di Bepi Tonello alla prima assemblea di banCODESARROLLO

Fondo, cooperativa, banca. Un investimento in umanità.

Il foecuador bepi tonellondatore di banCODESARROLLO è Mons. Candido Rada, perché banCODESARROLLO è la continuazione finanziaria del Fondo Ecuatoriano Populorum Progressio. Nel 1970, quando nacque il FEPP, nessuno parlava di credito accessibile e adeguato per i poveri, né in Ecuador né in America Latina. Solo gli usurai offrivano questo ‘servizio’ alle famiglie che cadevano in disgrazia a causa di una malattia o della morte di un membro della famiglia. E allora la disgrazia era doppia, perché i tassi di interesse erano così alti che i rimborsi costavano lacrime, sangue - e quindi vite umane - e, frequentemente tutti i beni di chi aveva avuto il prestito. Il Monsignore ci raccontava che gli usurai di Guaranda prendevano il denaro da prestare dalle Banche del territorio, alle quali avevano sempre ha avuto accesso, mentre i poveri non potevano nemmeno varcare le loro porte.
Il problema della povertà contadina e indigena non era però causato solo dagli usurai. La causa principale era una vita rurale influenzata dallo sfruttamento dei proprietari terrieri e dei commercianti, dalla ignoranza, dalla cattiva alimentazione, dalle condizioni abitative insalubri, dalle monocolture, dalla incapacità di aggiungere valore alla produzione, dalla bassa produttività, dalle terre scarse, erose e senza irrigazione, dall'assenza dello Stato, che si esprimeva nella mancanza di infrastrutture e servizi di base come l'istruzione e la salute, per per non parlare del credito, della assistenza tecnica e della formazione .

Nel 1967 Papa Paolo VI nella enciclica Populorum Progressio chiedeva ai governi del mondo di ridurre le spese militari, ossia di ridurre l'acquisto di armi che causano la morte, e destinare le risorse risparmiate per l'istituzione di fondi per lo "sviluppo dei popoli", Populorum Progressio. Per questo Mons. Cándido Rada fondò il FEPP, con l’obiettivo di lottare contro l'usura educando al risparmio e costituendo cooperative, e di lottare contro la povertà, promuovendo la produzione, la produttività, la diversificazione dei prodotti agricoli, l’allevamento, l’artigianato, la silvicoltura, la pesca, ecc.

Il FEPP nacque con 50.000 sucres, duemila dollari, che Monsignor Rada ricevette in dono dai Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice quando compì 25 anni di carica vescovile. Questi sacri 2.000 dollari sono ancora parte del capitale sociale che il FEPP ha apportato alla cooperativa "Sviluppo dei Popoli" e che oggi trasferisce a “banCODESARROLLO”. Gli iniziali 2.000 dollari, rispetto ai 105 milioni dollari di attivo con cui nasce “banCODESARROLLO”, sono il seme di senape e il lievito del Vangelo, sono chicchi di grano che, quando cadono sulla terra buona, producono ognuno 100, 1.000, 10.000 volte e più.

Nel 2014 dobbiamo chiederci non tanto se ancora l'usura e la povertà impediscono alle persone e alle famiglie di vivere con la dignità dei cittadini e dei figli di Dio, ma quanta usura e quanta povertà, quante forme di povertà antica e nuova ci sono ancora vicino a noi, intorno a noi, nei luoghi nei quali interveniamo con il nostro lavoro, impedendo a molte persone di crescere e realizzare il loro progetto di vita.
Questa domanda è rivolta a dirigenti e al personale di banCODESARROLLO, come anche e soprattutto ai soci e alle socie di banCODESARROLLO, persone naturali, cooperative di credito, cooperative di produzione, associazioni, reti di EFL (estructuras financieras Locales), ONG, partner italiani.
La povertà fa male. Se la povertà degli altri fa veramente male a noi che non siamo poveri, allora saremo in grado di comprendere i poveri e prendere e eseguire quelle decisioni che alleviano la loro sofferenza.
Gli obiettivi di Mons. Rada nel momento in cui fondava il Fepp sono ora gli obiettivi di ‘banCodesarrollo’.

Essere ‘Banca’ dopo essere stati ‘cooperativa’ per quindici anni e mezzo, è per tutti noi un punto di arrivo, ma ancora di più un punto di partenza.
Come cooperativa siamo cresciuti, abbiamo imparato a fare bene le cose, siamo arrivati a contare su risorse umane nella loro assoluta maggioranza oneste, capaci e impegnate, abbiamo prodotto utili, abbiamo camminato a fianco di chi ha lottato affinché il concetto di finanza popolare fosse applicato nelle EFL, nelle reti e anche nella politica pubblica.
Che bello esserci riusciti!

Per continuare, Mons. Rada può di nuovo essere la nostra guida. "Il bene va fatto bene", ci diceva. Una banca che lavora con e per i poveri fa certamente bene. Ma, come si fa a fare bene il bene in una banca?
BanCODESARROLLO, per la sua ridotta capacità economica, non si metterà in competizione con le grandi banche nazionali. Ma chiede di essere riconosciuto e utilizzato per la qualità dei suoi servizi, per il calore del suo personale, per le politiche attuate, per i principi che regolano il suo lavoro e per le decisioni che prende, per i valori che si praticano. La missione e la visione di banCODESARROLLO continuano ad essere quelle della ‘Cooperativa Codesarrollo’, che a sua volta li ha ereditati dal FEPP. Dobbiamo sapere perché lavoriamo e chi sono i destinatari del nostro lavoro. Lo slogan di BanCODESARROLLO è "investiamo in umanità". Noi lavoriamo affinché le persone crescano nella conoscenza e nella virtù insieme alle loro famiglie e comunità, migliorando la propria economia. L'Enciclica Populorum Progressio ci insegna che il vero sviluppo è, per tutte le persone e per ciascuna di esse, il passaggio da condizioni di vita meno umane a condizioni di vita più umane. Noi crediamo che l'obiettivo finale dello sviluppo sia l'amore, la felicità e la pace .

Per raggiungere questo obiettivo è necessario superare molte difficoltà e risolvere molti problemi. BanCODESARROLLO deve diventare un pilastro dell’amore, della felicità e della pace. Il FEPP è nato 44 anni fa per aiutare i poveri della campagna fuori dagli schemi paternalistici: per questo il credito. Oggi i poveri non sono solo nelle campagne ma anche nei quartieri popolari delle grandi città.
Che cosa si aspettano da noi i poveri di oggi? Non può essere solo il credito, perché oggi tutte le banche ecuadoriane hanno una linea di microcredito, con tassi di interesse molto alti. BanCODESARROLLO deve essere capace di offrire servizi finanziari ad alto valore aggiunto e con la visione di ciò che oggi sta accadendo in Ecuador.

Questo significa:
- Fornire servizi di valore - finanziari e non finanziari - alle Strutture Locali e alle loro reti. Ci sono persone e perfino dirigenti di banCODESARROLLO che ancora non hanno ben compreso l'importanza fondamentale di questo punto e quindi hanno difficoltà a trasmetterlo e darne attuazione. Dobbiamo diventare la banca delle cooperative e delle imprese dell’economia popolare e solidale. Se non raggiungiamo questo, e raggiungerlo dipende da noi, saremo una "banchetta" di più. La maggior parte dei nostri soci è costituita da EFL, che si aspettano da noi una maggiore attenzione ai loro problemi reali e vogliono essere in grado di influenzare le decisioni che noi prendiamo.

- Semplificare i nostri processi e manuali. Dobbiamo arrivare a capire quali sono le cose che aggiungono valore al nostro lavoro, riducendo i rischi e, al contrario, quali quelle che aggiungono costi, che allungano il tempo di gestione e infastidiscono senza motivo gli utenti dei nostri servizi. L'attuazione di questa semplificazione richiede una revisione integrale dei manuali e dei nostri processi per eliminare ciò che non serve, in modo che venga lasciato solo ciò che è richiesto dalla legge ed è utile per la corretta gestione della banca. Se lo facciamo ci sarà più tempo per fare consulenza a coloro che cercano i nostri servizi.

- Rendere più accettabili e attraenti i nostri servizi finanziari. Ricordiamo che Codesarrollo ha dichiarato l’obiettivo di “pagare di più il risparmio e meno i prestiti". La revisione dei tassi attivi e passivi, riducendo lo spread, è possibile se si aumenta l'efficienza e la produttività. Dobbiamo rivedere l’ammontare e le scadenze dei crediti concessi da banCODESARROLLO, le condizioni che pratica, le garanzie richieste e i tempi per le approvazioni.

- Orientare i nostri servizi per finanziare la produzione e la creazione di nuovi posti di lavoro, soprattutto per i giovani. Questo finanziamento produrrà frutti più grandi se sarà accompagnato da assistenza tecnica, da formazione, da qualificazione professionale e da altri servizi (preparazione e monitoraggio dei progetti, marketing, comunicazione e informatica ecc.), che possono fornire i partner istituzionali di banCODESARROLLO, con i quali dobbiamo lavorare in sinergia.

Facendo tutte queste cose, noi saremo strumento per la trasformazione pacifica e giusta dell'Ecuador, per la quale è necessario invertire i flussi dell'economia nazionale, che ora concentrano la ricchezza nelle grandi città. In primo luogo, attraverso le EFL, dobbiamo rendere realtà la dichiarazione "il denaro dei poveri per i poveri", e ciò sarà vero quando in ogni comunità funzionerà bene una EFL, ossia una cooperativa di risparmio e di credito, una cassa rurale o un banca comunale, quando in ogni provincia funzionerà una rete di EFL e queste reti saranno consistenza alla rete nazionale. Dopo dovremo essere in grado di raccogliere le risorse nelle città ecuadoriane e nei paesi ricchi del nord del mondo e convogliarli nelle zone dell'Ecuador che fino ad ora non hanno potuto svilupparsi a causa della mancanza di fondi.
Ma questo obiettivo è politico: nasce da una visione di paese (l’Ecuador sarà grande quando tutte le sue regioni saranno grandi), di diritti umani (tutte le persone sono uguali nella loro dignità e tutte le esigenze vitali di base devono essere soddisfatte), di equità e giustizia .

Per me e per molti di noi nasce anche dal bisogno di vivere la fede cristiana che professiamo. Mons. Rada ci ha incoraggiato a lavorare per costruire il Regno di Dio e ci semplificava le idee quando ci diceva che vivere l'ispirazione cristiana significa amare Dio e amare il prossimo. È così semplice. Nessuna complicazione.

Per iniziare la nuova vita di quel FEPP finanziario che è arrivato ad essere ora ‘banCODESARROLLO’, sento il dovere di ringraziare:

- I soci – oggi azionisti – che credono nella missione, visione e valori di banCODESARROLLO fornendo il capitale sociale; lo dimostrano depositando in banCODESARROLLO la propria liquidità, richiedendo finanziamenti, aprendo la via per la fornitura di servizi, come il pagamento del Bono de Desarrollo Umano, ricevendo rimesse, formazione e assistenza tecnica. Un ringraziamento speciale alle cooperative e alle reti, ai soci istituzionali (CESA, MCC , ASA, CEP , CEPESIU, Fund. Alternativa, P.H. Guaranda, Erpe, CEBYCAM, CAAP, FUNDER, ACJ, CEFOD, ecc.).

- Il personale che si sforza di vivere i nostri valori, che pratica la gratuità, che si adopera nel dare risposte positive a tutti coloro che si rivolgono a noi, che si impegna all'interno dell'istituzione perché ci sia rispetto, comprensione, dialogo, sostegno e affetto reciproco. Un ringraziamento speciale a tutti coloro che tutti i giorni sono in banCODESARROLLO, a Carlos Mazon, Direttore Generale e ai suoi stretti collaboratori, ai responsabili di agenzia, ai capi dipartimento, a tutti coloro che, senza essere capi – svolgono un lavoro silenzioso, prezioso, intelligente e onesto, che poche volte ringraziamo: ricordiamo con gratitudine anche Monica Bustos e Geovanny Cardoso, che furono i primi dirigenti.

- Grazie ai quasi 100.000 tra EFL, imprese, istituzioni e famiglie che ci affidano i loro risparmi e la loro liquidità in modo da poter servire più di 25.000 tra EFL, imprese, istituzioni e famiglie che ricevono i nostri prestiti e, pagando gli interessi, generano la nostra sostenibilità.

- Il Credito Cooperativo italiano (e in special modo i nostri 4 soci italiani) che ci danno fiducia (senza una garanzia reale per tutto quello che ci hanno prestato), amicizia, finanziamenti e donazioni, assistenza tecnica e idee per il futuro.
Grazie. Per noi sono una luce: il giorno in cui saremo riusciti a costruire il sistema finanziario ecuadoriano della finanza popolare come lo hanno fatto loro in Italia, allora non si parlerà più di microfinanza, ma di “macrofinanza”. Abbiamo bisogno che continuino ad accompagnarci.

- Grazie ai miei colleghi del Consiglio di Amministrazione e del Consiglio di Sorveglianza: tutti hanno dato il meglio che potevano, le loro idee, il loro tempo, la loro dedizione, il loro amore per Codesarrollo a volte oscurato da me.

Il processo per diventare la banca ci è costato 28 mesi di lavoro. È un merito grande l’aver continuato a sperare e non aver gettato la spugna. Sento il bisogno di ringraziare la Superintendencia de Bancos y Seguros e la Superintendencia de Economía Popular y Solidaria. Tutte le richieste che ci hanno posto ci hanno aiutato a migliorarci: per questo saremo una banca piccola, ma sicura e affidabile. Nei momenti più difficili di questo viaggio, dal lato pubblico ci ha dato una mano solidale la economista Jeannette Sanchez, che ringraziamo di cuore. Una sera nel 1992, prima di perdere l'uso della parola, Mons Cándido Rada mi disse: "Non avrei mai immaginato che il FEPP potesse diventare così grande e così bello".

"Caro Monsignore, in tutti questi anni abbiamo cercato di realizzare i tuoi insegnamenti e imitare il tuo esempio di servizio. Sappiamo che ci hai accompagnato facendoci meritare la benedizioni di Dio. Per questo ti ringraziamo. Oggi il FEPP non è solo: si è unito alle cooperative, alle reti, alle associazioni, alle organizzazioni non governative, alle Banche di Credito Cooperativo italiane e alle persone fisiche che formano ‘banCODESARROLLO’. Ti chiediamo di ringraziare Dio, da parte nostra, perché vogliamo cambiare l’Ecuador investendo in umanità e perché nel nostro lavoro le persone, le famiglie e le comunità saranno sempre più importanti del denaro".

Coraggio amici e compagni: tutti e tutte insieme facciamo il possibile affinché ‘banCODESARROLLO’ sia la Banca delle cooperative ecuadoriane, perché Codesarrollo non perda lo spirito e lo stile delle cooperative, solidale con la sua gente e il suo territorio.

Bepi Tonello

 

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