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22/04/2016 news
TerremotoEcuador - una lettera di Bepi Tonello
Cari amici e amiche,

molte persone ci scrivono manifestando la loro vicinanza, ma anche la loro preoccupazione per il terremoto del 16 aprile. A Quito sulla Sierra, il terremoto si è sentito molto forte, ma i danni non sono rilevanti.

Nella Costa invece, specialmente nelle province di Manabí e Esmeraldas, ci sono paesi completamente distrutti. Due nostre compagne di lavoro hanno perso i familiari. Vari colleghi sono rimasti senza casa. I cadaveri finora incontrati sono circa 600, ma mancano notizie di altre mille persone e per loro si teme il peggio. I feriti sono più di 6'000 e gli ospedali non ce la fanno a curarli tutti, anche perché alcuni ospedali sono un mucchio di rovine. Sono stati distrutti gli acquedotti, gli impianti elettrici, le fognature, molte strade, le antenne per le comunicazioni, scuole e asili, varie fabbriche, i mercati e circa 20'000 case.

Nelle città e nei paesi non c’è acqua, non c’è luce, il cibo scarseggia, non si trovano più medicine, la gente ha perso il lavoro, mancano perfino casse da morto.
Circa un milione di persone vivono oggi in queste situazioni.
Tutta la popolazione non colpita dell’Ecuador sta dando esemplari dimostrazioni di solidarietà, donando cibo, vestiti, soldi e tempo di volontariato, ma il dramma è più grande di noi.

Posso dire che il FEPP sta lavorando giorno e notte per portare un po’ di sollievo a chi tanto soffre. Fin dal primo giorno dopo il terremoto abbiamo cominciato a distribuire cibo e acqua. I primi fondi ci sono arrivati dalla decisione spontanea delle 510 persone che formano il GSFEPP (quindi anche banCODESARROLLO) di donare tre giorni di stipendio. Molti colleghi vogliono fare di più, non solo adesso, ma nei prossimi mesi, quando verrà la parte più difficile e più cara, ossia la ricostruzione e la riattivazione dell’attività produttiva.
Stiamo invitando i dipendenti del FEPP ad andare a lavorare come volontari nella zona terremotata. Molti hanno già accettato di stare vicini ai 36 dipendenti fissi che abbiamo a Portoviejo e agli 11 di Esmeraldas, nonostante il pericolo della malaria, dengue, sika e chikongunya,.

Abbiamo bisogno del vostro aiuto per sostenere lo sforzo che stiamo facendo. Ci sentiremo felici se, nei villaggi più piccoli e isolati, dove non arrivano gli aiuti dello stato, potremo nel tempo più breve possibile riparare o ricostruire gli acquedotti (alcuni dei quali costruiti da noi stessi negli ultimi anni) e aiutare le famiglie più povere a costruirsi una casetta di bambú o di legno (800 dollari per casa sono sufficienti) e a dare nuova forza alle loro attività produttive.

Se potete aiutarci, vi chiedo di usare questo conto:
IBAN: IT79 S080 0003 2000 0080 0032 002
Intestato a Federcasse
Causale: Emergenza terremoto in Ecuador

E’ importante che le persone o enti che realizzano depositi ci inviino la ricevuta corrispondente via fax (00593-2-2504978) o scannerizzata via e-mail a: financiero@fepp.org.ec con copia a: direccion@fepp.org.ec per poter emettere la ricevuta corrispondente e poter ringraziare.

Le 500 persone del GSFEPP abbiamo deciso di donare il valore di un giorno di lavoro in aprile, uno in maggio e uno in giugno.

Qui i poveri ringraziano dicendo “Que Dios te pague” (si legge “paghe” e si capisce cosa vuol dire). Anch’io chiedo al Signore che vi dia gioia, salute e pace e vi ringrazio di cuore.

Saluti cordiali

Bepi Tonello
DIRETTORE DEL GSFEPP
piedino
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