In Italia: giovedì 8 dicembre 2016 - 01:08 - In Ecuador: mercoledì 7 dicembre 2016 - 18:08 Naviga la versione in lingua italiana Naviga la versione in lingua spagnola
27/04/2016 news
Terremoto Ecuador dodici giorni dopo
Le ultime cifre sul terremoto dello scorso 16 aprile diramate dalle autorità di Quito, peraltro non definitive, parlano di 655 morti, 41 dispersi, 17.638 feriti, 29.067 sfollati, 6.998 edifici distrutti, 2.740 edifici e 281 scuole seriamente danneggiate.
Intanto, iniziano ad emergere le prime tristi verità, come ad esempio quella relativa alle abitazioni che nella maggior parte dei casi sono state costruite senza rispettare la Normas Ecuatorianas de la Construcción (NEC), la normativa edilizia vigente in Ecuador dal 2015. Abusivismo edilizio che ha permesso la costruzione di edifici in zone ad alto rischio sismico o la modifica strutturale su fondamenta non idonee da una parte e scarsa qualità dei materiali utilizzati dall’altra, si sono rivelati un mix devastante, che ha amplificato - semmai ve ne fosse stato bisogno – l’effetto demolente del terremoto. Su questo aspetto ha chiesto di fare chiarezza anche il Presidente della repubblica Raffael Correa, deciso di accertare la responsabilità ed i nomi di coloro che “per risparmiare pochi centesimi” hanno costruito “trampas mortales” (trappole mortali).

Per arrivare a determinare una cifra precisa sui danni causati dal sisma si dovrà attendere la metà del mese di giugno, quando la Comisión Económica para América Latina y el Caribe (CEPAL) presenterà al governo di Quito il report riepilogativo. La metodologia applicata dal CEPAL, non nuovo a tali rilevazioni che influiranno poi sull’ammontare degli aiuti stanziati dalle Nazioni Unite ed altre organizzazioni, si basa sostanzialmente sulla rilevazione di informazioni settoriali. Come ha spiegato al giornale El Telegrafo il coordinatore del progetto Omar Bello, l’economia del Paese verrà divisa in tre settori. Il primo è quello “sociale”, che comprende l’educazione, le abitazioni e la salute; il secondo quello delle “infrastrutture”, che annovera, tra l’altro, l’acqua potabile, l’elettricità, la viabilità, le telecomunicazioni; infine il terzo settore è quello “produttivo”, che contempla il turismo, l’agricoltura e l’allevamento, il commercio e l’industria. In questo triplice ambito lavoreranno gli esperti del CEPAL insieme alle istituzioni nazionali.

Intanto continuano in tutto il mondo le iniziative per raccogliere aiuti da destinare in Ecuador. In Italia, tra le altre, vi è quella del Credito Cooperativo che opera in Ecuador insieme al Fondo Ecuatoriano Populorum Progressio (Grupo Social FEPP) con il programma denominato “Microfinanza Campesina” alla quale è possibile contribuire mediante donazione (Iban IT79 S080 0003 2000 0080 0032 002 intestato a Federcasse - causale: Emergenza terremoto Ecuador).

di Marco Marcocci, Associazione Migranti e Banche
piedino
© 2001 - Progetto Ecuador Microfinanza Campesina
Privacy | Cookie Policy
Powered by Iccrea Banca SpA