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19/05/2016 news
La popolazione e il FEPP nel post-terremoto
Un mese fa la costa dell’Ecuador ha sofferto un terremoto molto forte, che ha messo in evidenza la fragilità e la vulnerabilità di tutto ciò che è umano.
Nelle province di Manabí ed Esmeraldas putroppo ci sono stati numerosi morti, feriti e dispersi, edifici, case e opere pubbliche distrutte o danneggiate, economia paralizzata e speranze frustrate. Un panorama desolante.
Però, passati i primi momenti di incertezza e sconforto, il terremoto ha messo in evidenza due grandi valori della nostra gente.
Il primo è la forza della popolazione colpita: lacrime iniziali solo per piangere i morti e subito dopo a rimboccarsi le maniche per migliorare quanto possibile le condizioni di vita, in coordinamento con lo Stato e con istituzioni come il FEPP. Distribuzione di alimenti, acqua, vestiti, medicine e prodotti per l’igiene, costruzione di rifugi per chi ha perso tutto, riparazione dei sistemi di acqua potabile, installazione di tende come aule scolastiche, mantenimento delle attività economiche che non hanno sofferto danni, generazione di idee per ricostruire i paesi meglio di com’erano prima. La gente, specialmente nelle aree rurali più isolate, si è mossa da sè, ancor prima di ricevere aiuti dall’esterno. Tuttavia è necessario che questi continuino ad arrivare, perché il disastro è enorme.
Il secondo valore è la solidarietà delle persone non colpite verso le vittime del terremoto. Tutto l’Ecuador si è mosso, senza distinzioni di regioni, classi sociali e capacità economica. Ci sono state donazioni di alimenti, acqua, medicine, prodotti per l’igiene, soldi e soprattutto il tempo del volontariato per fare cose materiali, come pure per aiutare la popolazione colpita, affinché possa rielaborare quanto accaduto, dentro la propria mente e il proprio cuore.
Il FEPP è presente in Manabí con 36 persone a tempo completo e a Esmeraldas con 11. A queste, per l’emergenza, si sommano tecnici e promotori di altre equipes nostre.
Conosciamo bene la popolazione rurale delle comunità danneggiate e i loro dirigenti: a queste comunità abbiamo canalizzato gli aiuti che abbiamo ricevuto dall’Ecuador (il primo contributo sono tre giorni di stipendio delle 510 persone che formano il GSFEPP) e dall’estero.
 
Non abbiamo ancora risorse per iniziare la ricostruzione delle case cadute. Nelle nostre zone d’intervento sussidieremo totalmente quelle delle famiglie più povere e parzialmente quelle delle famiglie che si trovano in condizione di poter richiedere un finanziamento rimborsabile a lungo periodo di banCODESARROLLO.
 
Prima delle case, al momento siamo impegnati con la riparazione di 15 piccoli sistemi di acqua potabile in tante altre comunità rurali di Muisne (Esmeraldas) e San Isidro (Manabí) e soprattutto con corsi di formazione per giovani contadini, maschi e femmine, affinché possano guadagnare qualcosa aiutando nelle costruzioni come manovali, elettricisti, falegnami, idraulici, ecc..
 
Ringraziamo di cuore le persone e gli enti che ci hanno aiutato e continuano ad aiutarci.
 
P.S. Oggi, 18 maggio, due nuove repliche di 6,8 e 7,1 della scala Richter hanno causato nuovi feriti, danni e molta paura nelle province di Manabí ed Esmeraldas.
 
di Bepi Giuseppe Tonello
Direttore del FEPP
Presidente di banCODESARROLLO
piedino
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