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10/01/2007 news
Yunus e i poveri del mondo
Di Bepi Tonello
Muhamad Yunus, che é nato e vive nel Bangladesh, uno dei paesi piú poveri del mondo, ha vinto il premio Nobel della Pace.

Era forse naturale pensare che un giorno o l'altro, passata l'influenza neoliberale, avrebbe potuto meritare il Nobel dell'Economia.

Nel 1964 il Papa Paolo VI scriveva nell'enciclica Populorum Progressio: "Lo sviluppo é il nuevo nome della pace". Invitava, nello stesso documento, i governi del mondo a ridurre le spese militari e a destinare piú risorse allo sviluppo dei popoli poveri e alla lotta contro la fame. Neanche i governi dei paesi cattolici hanno ascoltato questo invito del Papa.

Ma in giro per il mondo ci sono state persone che hanno visto la sofferenza dei poveri, hanno capito che non é giusto che ci siamo milioni di persone umane che non riescono a soddisfare le loro esigenze vitali piú elementari (mangiare, curarsi, far studiare i figli, avere una casa, avere un lavoro, avere l'acqua, ecc.) e hanno preso l'impegno di cambiare il mondo cominciando dalla loro piccola realtá.

Yunus si é trovato un giorno di fronte a donne contadine ed artigiane che non avevano nessuna porta aperta di fronte a loro. Ebbe il coraggio di escoltarle, di guardarle negli occhi, di capire che con poco si poteva fare molto, di amarle nel senso piú evangelico della parola, lui che non é cristiano.

Ebbe il coraggio di essere coerente con quello che il suo cuore e la sua testa gli diceva: diede in prestito i suoi soldi a persone che non potevano dargli nessuna garanzia materiale, ma si impegnavano a lavorare e produrre per poterli restituire, in modo che poi glistessi soldi servissero servire a altre persone bisognose.

Cosí é nato il Banco Grameen: era piccolo, ma é cresciuto perché le sue radici sono piene di forza e il terreno dell'economia popolare si nutre di valori come la solidarietá, l'equitá, la sobrietá e la ricerca costante della dignitá di ogni persona.

Il cammino del Grameen é l'attualizzazione per i poveri di oggi, quasi tutti nel Sud del mondo, di ció che nel 1800 fecero in Europa Raiffessen e i promotori delle prime Casse Rurali italiane.

In Ecuador i poveri, che sono i due terzi della popolazione, stanno scoprendo che potranno sconfiggere la povertá se si organizzano bene, se producono di piú e meglio, se sono capaci di controllare il mercato, specialmente il mercato del denaro, che costa molto (fino al 20% mensile dagli usurai) quando in poveri hanno bisogno di soldi e rende pochissimo (non piú del 3% annuale), quando i poveri depositano i loro risparmi nelle banche.

Ci sembra di arrivare in ritardo rispetto a quello che si é fatto nel Nord del mondo, ma abbiamo la volontá e la capacitá di recuperare il tempo perduto. Noi, il Gruppo Sociale FEPP e Codesarrollo, mettiamo a disposizione della gente povera, con cui lavoriamo, ció che abbiamo imparato in questi anni di vita e di lavoro e ció che riceviamo dalle persone e organizzazioni che credono nella nostra funzione di strumenti dello sviluppo integrale delle persone, delle famiglie e dei gruppi umani.

Lavoriamo per la felicitá e la pace: facciamo progetti, finanza popolare, formazione professionale, commercio alternativo, conservazione delle risorse naturali (specialmente suolo e acqua), ma tutte le cose materiali che facciamo sono solo strumenti per la crescita delle persone.

All'orizzonte vediamo realmente molti giovani che crescono con valori nuovi; sono i valori della giustizia e della pace.

Il lavoro che abbiamo fatto finora é una semente di pace.

Siamo convinti che lo sviluppo é il nuovo nome della pace. Per questo Yunus, piú che un costruttore di formule economiche, é un "costruttore di pace" (e Gesú definisce "beati" i costruttori di pace: forse questo é riconoscimento divino piú importante dell'umano premio Nobel).

Certamente questo premio punterá i reflettori dell'opinione pubblica mondiale sul tema delle finanze popolari e sugli sforzi che la gente povera sta facendo per risolvere i suoi problema in pace e con dignitá.

Giuseppe Tonello
DIRETTORE DEL GSFEPP
PRESIDENTE DI CODESARROLLO

Quito, 14 novembre 2006
piedino
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