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21/07/2004 news
L`intervento di Giancarlo Villa
In occasione della presentazione del bilancio sociale delle BCC italiane

Giancarlo Villa, il direttore della BCC Centropadana, ha parlato del progetto Ecuador alla presentazione ufficiale del bilancio sociale delle BCC italiane, avvenuta a Roma il 20 luglio 2004.

Di seguito pubblichiamo il testo del suo intervento che ha colpito molto per la "passione" e il "cuore" dell`esposizione.

"Banca Centropadana ha aderito tra le prime al progetto di Microfinanza Campesina; progetto avviato dalla consorella Cassa Padana e fatto proprio da Federcasse, unitamente al nostro Istituto Centrale e ad Agrileasing. Eravamo nel 2002, avevamo appena celebrato il nostro centenario (una delle nostre 7 Casse Rurali di Riferimento - una delle nostre 7 radici - nasceva nel luglio del 1901) e andavamo cercando nuove ragioni e nuovi valori che potessero farci riscoprire - nel terzo millennio - una seconda giovinezza.

Tra le tante cercate o inventate, tra le tante percorse ed attuate che arricchiscono il nostro Bilancio Sociale e che attuano la nostra Mission, abbiamo trovato intorno a questa proposta una serie di attività che hanno dato ampie risposte e conferme, coinvolgendo in cio' tutti gli attori di Centropadana, dal Consiglio di Amministrazione, ai Soci, ai miei collaboratori.

Abbiamo così riscoperto oggi, in Codesarrollo ("Desarrollo de los Pueblos" ossia "Sviluppo dei popoli" ossia ancora "Populorum Progressio") e negli uomini che la animano, i problemi di cento anni fa dei nostri fondatori impegnati a combattere l'usura e la povertà; abbiamo trovato nei volti dei nuovi cooperatori campesinos l'orgoglio e la determinazione di coloro che ci hanno lasciato oggi un modello di cooperazione vincente. Abbiamo capito che potevamo e dovevamo 'esportare' la nostra storia di successo fuori dai nostri confini; noi che del localismo, del territorio e della comunità abbiamo fatto e facciamo il centro dei nostri interessi.

Abbiamo così scoperto che potevamo varcare idealmente questi confini, andando a seminare il meglio della cooperazione di credito in 'altre comunità' che hanno - oggi - i nostri problemi di allora. In un recente convegno parlavo di: "un modo nuovo di cooperare per l`uomo, superare i confini e integrare le esperienze delle Comunità Locali".

Con Bepi Tonello è diventato tutto più facile, con lui padre ancor prima del FEPP (Fondo Ecuatoriano Popolorum Progressio) che ha capito come i Paesi in Via di Sviluppo e tra questi l'Ecuador, non hanno bisogno di 'beneficenza' ma di essere responsabilizzati intorno al loro futuro e al loro sviluppo e che questo è fondamentale per l'equilibrio dell'intero Globo e dell'uomo chiamato a governarlo.

E non ci siamo fermati alla sola proposta di tipo 'finanziario'; non ci siamo cioè fermati a 'prestare' 200.000 dollari (oggi oltre 80 BCC e Iccrea Banca hanno messo a disposizione circa 10 milioni di dollari alla struttura centrale di Codesarrollo, e altre venti sono pronte a fare staffetta, che a sua volta li fa pervenire alle singole 'casse rurali' sparse nelle vallate andine, lungo la costa, nella sierra … per arrivare al microcredito alla famiglia, al campesino, alla cooperativa agricola, a quella artigianale. 25.000 sono le famiglie povere organizzate che costituiscono il campo di azione di Codesarrollo hanno trovato o stanno trovando diginità, libertà, benessere, equità).

Abbiamo partecipato direttamente ed indirettamente alla formazione di uno stabile Patrimonio di queste strutture creditizie attraverso la sottoscrizione di 'azioni di donazione' (Banca Centropadana ha così sottoscritto 7.500 euro di 'capitale' e così contagiando alcuni dipendenti e Soci a sottoscrivere altre azioni di donazione da 500 euro cadauna. Tra 550.000 e 600.000 dollari è il fondo patrimoniale costituito).

Concedetemi di fare anche una digressione intorno ad una vicenda personale: andando a visitare alcune di queste 'casse rurali' lo scorso anno, non ho resistito alla tentazione di farmi 'socio' di due di esse con il ricordo indimenticabile del sorriso della gerente della Pre-Cooperativa de ahorro de la Magdalena, lassù sull'altopiano, diventando il 33° socio dopo 32 donne che mi avevano preceduto in questa realtà dove gli uomini sono tutti emigrati e dove esse si dedicava al 'taglio e cucito').

Abbiamo aderito nel frattempo alla Fondazione TERTIO MILLENNIO che ha potenziato il progetto di Codesarrollo dal lato della formazione dei nuovi dirigenti del credito cooperativo ecuadoregno.
Ma non ci siamo fermati qui. Lavorando nella nostra Comunità ci siamo chiesti cosa potevamo fare di più, cosa potevamo fare 'a quattro mani', due per continuare a fare 'buona banca' e due per essere prossimi. Abbiamo così allargato il nostro orizzonte su altre attività collaterali:

a) gli immigrati. Li abbiamo incontrati nei nostri paesi, abbiamo aperto loro le nostre 'porte' superando anche la reciproca diffidenza/paura. Gestiamo le loro rimesse sui conti delle loro famiglie, presso il sistema di Codesarrollo, alimentando da un lato la sicurezza della 'rimessa' e a prezzi accessibili, dall'altro creando un nuovo flusso di risparmio gestibile presso le consorelle ecuadoregne, costruendo relazioni virtuose con le famiglie che vengono educate alla virtu' del risparmio; (Centropadana oggi opera con 1.000 immigrati extracomunitari, il 3% dei propri clienti, con 3 mln di euro di raccolta ed altrettanti di impieghi)

b) il commercio equo e solidale. Creando sensibilità nelle nostre comunità intorno a questa linea di consumi che non deve limitarsi alle occasioni 'natalizie' dei mercatini ma deve generare un flusso continuo, anche per la nostra tavola, di consegne della produzione che là in quel paese (ed in generale in tutti i paesi del terzo mondo) abbiamo potenziato con l'avvio di nuove unità produttive, con l'aumento della produttività della terra, con il miglioramento delle linee di produzione/coltivazione. Abbiamo così collaborato con le associazioni locali perché investissero in questi punti vendita, oggi ancora relegati a sistema marginale;

c) i viaggi equo e solidali. E' un progetto che dobbiamo ancora tarare per portare in quel paese flussi di turismo - potendo attingere dalle nostre compagini sociali e dai nostri clienti fedeli , soprattutto se giovani - fuori dalle catene multinazionali che generano valore 'fuori' dal circuito economico di quelle popolazioni. Stiamo pensando di alimentare progetti concreti di finanziamento/start up di nuovi operatori locali nell'ambito della catena turistica in un paese che si presta moltissimo al nostro relax, a scoprire nuove culture.

d) Il sostegno indiretto per il finanziamento di ecuadoregni immigrati che, dovendo acquistare o costruire casa in Ecuador, lo si possa fare in pool con Codesarrollo (2 progetti conclusi altri in cantiere). Intorno al sostegno creditizio degli immigrati - e non - stiamo anche pensando una sorta di 'Confidi del Bisogno', interrelando con le strutture del territorio dedicate all'assistenza sociale (Caritas in primis).

e) La formazione e collaborazione intorno alle nostre migliori tecniche agrarie utilizzabili in quel contesto, con la garanzia di prodotti biologici, senza sofisticazioni, ogm free ecc. Ma questo sarà anche l'argomento del prossimo convegno in Quito che si terrà nella prima settimana di Ottobre

f) Senza dimenticare le relazioni con l'attività dei nostri missionari là impegnati.

Ma che cosa portiamo a casa noi?
E' una bella domanda, difficile da spiegare, più facile capire 'se si è dentro il progetto', se si va in quel paese, se si parla con quella gente, se si ammira il loro sorriso. Intanto 'pensiamo insieme', e questa è cooperazione. Da loro (ri)scopriamo il valore della terra, l'amore per la natura e per la vita.

Ci si arricchisce 'dentro', si apprezza la loro sobrietà, si apprezzano i valori della solidarietà che spesso il nostro mondo facilmente ci fa dimenticare. Si comprende che lo sviluppo non è solo avere cose ma è anche crescere come persone e come comunità. Si ha l'occasione di vivere la 'globalizzazione' dal basso, quella globalizzazione 'dal volto umano', di comprendere le dinamiche dei nostri errori, di capire per tempo dove stiamo sbagliando ancora una volta, ma che c'è ancora tempo per cambiare in bene.

E allora i riconoscimenti nazionali ed internazionali che il progetto ha avuto ci rincuora che siamo in tanti 'a pensarla così'. Tra qualche tempo puo' essere che ci facciamo un'altra domanda: e adesso che tutto funziona e che il mondo è così grande, esiste la possibilità di clonare il modello? Certamente sappiamo che fuori dalla porta sono in tanti a bussare, che il nostro intervento è una goccia nel mare, ma so anche che la solidarietà ha risorse infinite e che anche questa goccia è indispensabile per il mare.

Basta trovare tempo per parlarne - come oggi mi è stato permesso di fare - ma soprattutto voglia di fare come Bepi Tonello - il padre di Codesarrollo - ci ha insegnato. Cominciando con la globalizzazione dei valori, della solidarietà, della vita e della speranza. Ma il tempo a disposizione frena le parole ma non il lavoro da fare.
Un punto in più per il nostro Bilancio Sociale, un comma in più per la nostra Carta dei Valori."

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