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22/04/2008 news
Quale finanza per uno sviluppo partecipato in America Latina?
codesarrollo bandiera.JPGSi è svolto a Roma, lo scorso 11 aprile, il Convegno “Quale finanza per uno sviluppo partecipato in America Latina?” per fare il punto sulle forme di cooperazione che fanno leva sulla finanza popolare e sulle comunità locali come motore di sviluppo.

Il Convegno, coordinato dal Capo Redattore di Famiglia Cristiana Alberto Bobbio ha visto la partecipazione e gli interventi di 18 banchieri “campesini” in visita in Italia presso le sedi e le istituzioni del Credito Cooperativo ed ha avuto come obiettivo quello di disegnare un possibile percorso di sviluppo sostenibile per il continente latino americano, dove il microcredito e l’utilizzo corretto ed equo delle finanze popolari possano svolgere un ruolo di primo piano, come dimostra l’esperienza del progetto “Microfinanza Campesina” del Credito Cooperativo in Ecuador, che oggi vede coinvolte 160 BCC ed un plafond di finanziamenti che ha superato i 20 milioni di dollari a favore di circa 70 mila famiglie di contadini.

Oggi in Ecuador il sistema delle Casse rurali raccolte in Codesarrollo vede oltre 700 strutture tra formali e non, con 1 milione e 200 mila soci.
Come ha sottolineato il Presidente di Codesarrollo, Bepi Tonello, sono le “finanze popolari” a segnare possibili percorsi di sviluppo dei paesi poveri. Per “finanza popolare” si intende un percorso tecnico e culturale che valorizza il risparmio dei poveri. E attraverso la valorizzazione del risparmio innesca processi virtuosi di crescita. Tutto questo è molto più del microcredito, dice Tonello.


Riportiamo alcuni passaggi significativi del convegno.

Bepi Tonello (Presidente Codesarrollo): “La chiave del successo del progetto Microfinanza Campesina sta nel coinvolgimento diretto delle persone. Il nostro motto è 'il denaro dei poveri ai poveri'. E questo è in grado di invertire i flussi economici tradizionali. Mantenendo sul territorio la ricchezza del risparmio”.

azzi poncho.JPGAlessandro Azzi (Presidente Federcasse): “Sono tre le lezioni utili che anche il sistema del Credito Cooperativo italiano trae da questa esperienza. La prima riguarda la validità della formula cooperativa, basata sulla partecipazione e il coinvolgimento. La seconda riguarda la necessità di integrare reti materiali e immateriali, intendendo per quest’ultima la 'rete' di circuiti di fiducia e relazione, della condivisione di valori ed obiettivi. La terza la necessità di fare rete, dell’interazione tra soggetti diversi, portatori di culture, competenze e sensibilità diverse”.
Leggi il discorso di Alessandro Azzi.

Donato Di Santo (Sottosegretario Min. Esteri con Delega America Latina): “Non è un caso che il Credito Cooperativo sia stata l’unica realtà bancaria presente alla recente terza conferenza Italia – America Latina. La Microfinanza Campesina è un progetto che guarda al futuro. Più in generale si tratta di un sistema in grado di innescare processi di crescita virtuosi e duraturi”.

Gioconda Galan (Ambasciatrice dell’Ecuador in Italia): “Il progetto di Microfinanza Campesina del Credito Cooperativo italiano ha comportato un vero sviluppo produttivo in Ecuador. Anche sul terreno del trasferimento delle rimesse, la rete di Codesarrollo può canalizzarle consentendo il loro reinvestimento, direttamente, nelle comunità di provenienza”.

Giulio Cesare Piccirilli (Ambasciatore italiano in Ecuador): “Dal mio punto di osservazione in Ecuador posso dire che il sistema della cooperazione di credito in quel Paese sta realmente cambiando il volto dell’economia e della società. Si tratta di una trasformazione culturale e sociale senza precedenti.”

Rodrigo Aucay (Presidente ReNaFip – Red nacional finanzas populares): “Il termine microfinanza è riduttivo. Le persone sono al centro della nostra attività finanziaria. In questo senso il processo delle finanze popolari ha potenzialità enormi e non è legato all’entità dei finanziamenti che eroghiamo alle piccole banche di villaggio”.

Antonella Mori (Università Bocconi – ISLA Milano): “In Ecuador l’indice di povertà è del 40%. In tali contesti la finanza assume un ruolo fondamentale. Purchè arrivi direttamente i poveri e non si disperda. In questo senso un programma come quello di Microfinanza Campesina aiuta direttamente lo sviluppo locale. In questo processo il ruolo delle rimesse è fondamentale”.

Claudio Clemente (Dir. Servizio Vigilanza Enti Creditizi Banca d’Italia): “Il tema della finanza etica è ormai al centro del dibattito finanziario internazionale. La stessa Banca d’Italia partecipa al Comitato Nazionale per il microcredito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. La nascita delle Casse Rurali, alla fine dell’800, ha rappresentato sin dalle origini una risposta efficace ai problemi della società italiana. Lo stesso spirito si riscontra oggi nelle BCC che fanno mutualità a favore dei soci e svolgono una azione di educazione all’uso responsabile del denaro”.

Franco Caleffi (Direttore Generale Federcasse): “Lasciare il denaro dei poveri ai poveri, come ripete lo slogan di Codesarrollo, vuol dire capacitare gli esclusi all’auto-sviluppo, all’auto-stima e all’auto-promozione. Il sistema delle Casse cooperative rurali, grazie al carattere locale e ad una mission non solo bancaria, ma anche democratica, solidaristica e comunitaria, può garantire credito anche in situazioni di crisi. Essendo meno toccato dai cicli economici internazionali rispetto ai grandi gruppi bancari”.
Leggi il discorso di Franco Caleffi.


Il Progetto Microfinanza Campesina, forse il più rilevante esempio italiano di cooperazione allo sviluppo con risorse private, è stato inserito dalle Nazioni Unite tra i migliori programmi di sviluppo del “Millennium Development Goals” (2004) ed ha vinto nel 2003 il Sodalitas Social Award nella sezione “Finanza eticamente orientata”.
piedino
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