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22/04/2008 news
L'esperienza di alcuni "banchieri campesini"

Rodrigo Aucay, Pedro Khipo e Mariana Giler ci raccontano la loro esperienza.

1) Intervista a Clemente Rodrigo Aucay Sànchez
Presidente de la ReNaFip (Red Nacional de Finanzas Populares)


Cosa significa fare "banca cooperativa" sulle Ande dell'Ecuador?
Significa molto. Attraverso la finanza popolare e il modello della banca cooperativa è iniziato il processo di liberazione e ricostruzione della nostra storia. Per crescere e per recuperare il potere della produzione e le usanze culturali che sono la forza dell’America Latina. Dalla finanza popolare, dall’economia popolare si costruisce la speranza dell’autorealizzazione. La finanza rurale, in questi ultimi 10 anni, è la ragione dello sviluppo e della crescita del nostro Paese. Su queste basi stiamo costruendo la rinascita socio-economica dell’Ecuador, che in qualche modo ha consentito l’introduzione della finanza popolare nella nostra Costituzione.
Quali sono le maggiori difficoltà che incontrate e le maggiori soddisfazioni?
La maggiore piaga sociale è l’usura. La maggiore difficoltà per le cooperative di credito sta nell’organizzazione del nostro lavoro per poterla contrastare. C’è tanta dispersione nella localizzazione rurale della gente, collocata in villaggi distanti tra loro. Un altro problema è l’instabilità politica che rende difficile la definizione di programmi di sviluppo nel tempo, come anche - a mio avviso - la mancata consapevolezza che la fonte di ricchezza principale dell’Ecuador è legata allo sviluppo rurale, dei processi produttivi della terra. L’Ecuador dal 1972 è un Paese che dipende dall’estrazione del petrolio e questo ha penalizzato lo sviluppo della produzione agricola. Ma negli ultimi 10 anni, a partire dalla crisi che l’Ecuador ha vissuto, c’è una speranza: la gente ha prestato attenzione alla terra. Grazie a questo, e alle Casse Rurali, in Ecuador è nata una rete nazionale di finanza popolare che articola le diverse province in un progetto più unito che ci permette di essere più strutturati. Le nostre reti sono costituite da 480 istituzioni: agenzie di commercializzazioni, Cooperative di Credito, Casse rurali, banche comunali, Fondi di custodia. La maggiore soddisfazione che noi sentiamo è nella natura delle banche cooperative che non è solo un modo di fare finanza in senso stretto, ma attiene anche all’aspetto sociale e umano dell’attività economica. Quest’ultima dà la ragione d’essere al sistema cooperativo, un sistema alternativo che noi abbiamo intenzione di rafforzare.

I campesinos come vivono la possibilità di avere una loro banca?
Avere un sistema finanziario popolare, avere una banca cooperativa, genera autostima e ridona fiducia in se stessi avvalorando tutto il contesto territoriale, culturale ed economico. Per i campesinos significa avere una nuova speranza, aiutare a vincolare ad esempio tutto il sistema dei trasferimenti delle rimesse degli emigranti in modo tale che le risorse finanziarie generate dall’emigrazione ritornino nella propria terra e vengano lì investite. Le rimesse generano un legame, un vincolo fra l’emigrante e coloro che restano in Ecuador. Un legame che genera ricchezza ed è fondamentale.

L’emigrazione di questi popoli è diminuita o aumentata dopo la nascita della banca cooperativa?
La banca cooperativa ha frenato il fenomeno migratorio, anche se il processo contiene in sé vari significati: di crisi, di illusione per un futuro migliore, ma è anche un fenomeno culturale. I nostri popoli per loro cultura emigrano da un luogo all’altro al fine di migliorare la loro vita. Per tali motivi l’emigrazione è difficile da contenere. Nella misura in cui le banche si consolidano come istituzioni finanziarie forti e come istituzione di sviluppo sociale, allora sarà possibile dare e generare proposte di investimenti per attirare la gente creando opportunità di lavoro.


2) Intervista a Pedro Vicente Khipo Pilco
Gerente de la Cooperativa Fernando Daquilema
Membro del Consejo de Administraciòn de Codesarollo


Come valutate l'esperienza di Codesarrollo e la sua attività a favore delle banche di villaggio?
L’esperienza cooperativa iniziata e promossa da Codesarrollo è anche lo sforzo di tutta la comunità rurale, indigena e delle fasce popolari dell’Ecuador che si sono organizzate per consolidare un processo di sviluppo comunitario. Uno dei problemi più sentiti è il controllo normativo e di vigilanza sulle nostre banche, che a nostro avviso penalizza il senso della nostra azione, dare cioè denaro ai poveri. Per Codesarrollo, invece, credito significa credere e dare speranza alle persone.

Anche in Italia cento anni fa le Casse Rurali nacquero per combattere l'usura. In Ecuador può accadere la stessa cosa?
Gli usurai stanno in tutti i popoli e Paesi, ma in Ecuador l’usura è ancora molto forte. Le cooperative, le Casse rurali stanno incrinando questo sistema. Noi diamo credito in quanto conosciamo la persona, il nostro socio e ci fidiamo di lui. La banca “formale”, la grande banca, normalmente non conosce il cliente, non stabilisce una relazione. Esiste in quest’ultime la convinzione che sia molto rischioso dare credito alla gente povera. Noi cerchiamo di aiutare queste persone e non richiediamo tanti requisiti ed è per questo che siamo convinti di poter contrastare l’usura. E’ anche vero che in banca bisogna compilare dei moduli e seguire delle procedure per richiedere un prestito, mentre gli usurai non ti chiedono nulla e si trovano in ogni luogo facilmente. E’ necessario che cambi anche la cultura degli ecuadoriani che non comprendono ancora la differenza tra rivolgersi a una banca oppure ad un usuraio. E’ arrivato il momento che ci sia una presa di coscienza del vero significato dell’indebitamento e che le persone richiedano credito con consapevolezza.


3) Intervista a Mariana de los Angeles Giler Hernàndez
Gerente de la Cooperativa DE TODAS (provincia del Guayas)
Lider de la Red Grameen del Ecuador


Quale è il ruolo delle donne nella finanza popolare?

Il ruolo delle donne in quanto socie e proprietarie, in alcuni casi anche del 57% della cooperativa, è fondamentale. Sono loro che mantengono le loro famiglie. Il credito è uno strumento produttivo che poi genera risorsa per il sostentamento della vita familiare. Con gli utili provenienti dagli investimenti pagano le spese per l’istruzione dei propri figli, per l’assistenza sanitaria e per l’abitazione. La nostra cooperativa lavora solo con donne di “scarse risorse economiche” ovvero donne imprenditrici che non hanno avuto l’opportunità di istruirsi. La cooperativa offre un servizio finanziario e ti assiste anche con una prima formazione tecnico imprenditoriale, seguendoti per la durata dei primi 6 mesi di attività per garantire che la donna benefici di una gestione efficiente e reddituale dell’impresa avviata.

Che valore ha il risparmio per l’emancipazione femminile ?
La banca cooperativa è riuscita a migliorare l’autostima delle donne ecuadoriane che prima non hanno avuto mai accesso alle risorse finanziarie. La nostra cooperativa porta avanti la valorizzazione dei diritti della donna. E un credito è un diritto economico che va tutelato e garantito.

a cura di Norma Zito

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