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15/10/2008 news
La Nuova Costituzione
Approvata la ventesima Carta Magna ecuadoriana
 
bandieraecuador.JPGIl 28 settembre quasi 10 milioni di ecuadoriani sono stati chiamati al referendum di approvazione del Progetto per la Nuova Costituzione Politica.
Oltre il 65 per cento degli elettori si è pronunciato a favore del progetto presidenziale. L’Ecuador avrà dunque la ventesima costituzione della sua vita repubblicana. Lo Stato Ecuadoriano è infatti nato giuridicamente con l’Assemblea del 1830, che ha formulato il primo atto costitutivo, mentre l’attuale Carta Magna è in vigore solo dal 1998.
 
L’idea di riformare la Costituzione, promossa in campagna elettorale dal presidente Rafael Correa, è stata sottoposta a referendum nel settembre 2007: l’80 per cento degli ecuadoriani aveva espresso il proprio sì e, poche settimane dopo, aveva eletto i membri della Costituente. Otto mesi di tempo sono poi stati utilizzati dai costituenti per redigere il nuovo testo.
 
Il testo della Nuova Costituzione ecuadoriana, composta da 444 articoli, è improntato su un concetto chiave della cosmogonia indigena andina: in lingua quechua si chiama “Sumak Kawsay”, il “buon vivere”, che mette il cittadino e i suoi diritti al centro dello Stato (Lo sviluppo è l’insieme organizzato, sostenibile e dinamico dei sistemi economici, politici, socio-culturali e ambientali che garantiscono la realizzazione del buon vivere, il sumak kawsay, art. 275).
In funzione di quanto sopra, lo Stato assumerebbe il dovere di garantire tale “buon vivere”: lo Stato è obbligato a garantire che le persone, comunità e popoli raggiungano l’autosufficienza ed è allo stesso tempo incaricato di stimolare lo sviluppo delle piccole e medie unità di produzione, comunitarie e dell’economica sociale e solidaria (art. 281 e 282).
 
Per quanto riguarda il tema delle finanza popolari, il settore finanziario popolare e solidario sarà composto da cooperative di risparmio e credito, entità associative o solidarie, casse e banche comunali, casse di risparmio. Tali soggetti riceveranno un trattamento differenziato e preferenziale da parte dello Stato, nella misura in cui sostengano lo sviluppo dell’economia popolare e solidaria (art. 311).
piedino
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