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05/02/2009 news
BCC Laudense-Lodi e Cooperativa Santa Ana dè Nayon
Un gemellaggio sempre più forte e concreto
 
Lo scorso gennaio, alcuni rappresentanti della BCC Laudense-Lodi hanno partecipato (all’interno di un viaggio organizzato insieme alle BCC Alte Brianza, Piove di Sacco e Credito Trevigiano) all’inaugurazione della nuova sede della Cooperativa di Ahorro y Credito Santa Ana de Nayon, che, con donazioni e finanziamenti, la BCC ha contribuito a costruire.
Così raccontano.
 
“Gemellaggio”. Una parola spontanea per spiegare in concreto come una BCC Italiana ‘piccola’ possa fare cose ‘grandi’ per una Cassa Rurale Ecuatoriana e come attraverso questo la banca possa catalizzare intorno a sé l’interesse e la sensibilità cooperativa e solidaristica degli ‘uomini e donne che la animano’, per progetti a 10.000 chilometri di distanza senza snaturare il suo essere ‘Banca Locale’.
 
Era ottobre 2007 quando Bepi Tonello ha seminato nella nostra terra lodigiana una delle tante idee concrete per dare sostegno ad una delle centinaia di piccole ‘casse rurali’ che costellano l’universo di Codesarrollo.
Non solo quindi flussi finanziari indirizzati a Codesarrollo per aumentare la sua capacità di ‘fare credito’ nello spirito della micro-finanza dedicata a generare valore nelle attività produttive, nella destinazione degli investimenti delle famiglie e nei servizi rivolti in particolare alle comunità indigene, ai campesinos, ai migranti. Anche sostegno alle singole ‘banche’ nel necessario salto di qualità.
E’ così che Bepi ci spronò ad ‘esaminare’ il progetto di Santa Ana de Nayon (una delle più brillanti casse rurali ecuatoriane che si trova alle porte di Quito in una zona dal microclima formidabile per la coltivazione dei fiori e della terra) di avere una sede propria.
Progetto che la BCC Laudense decide con entusiasmo di sostenere. Inizialmente con fondi a titolo di ‘capitalizzazione patrimoniale’ della cassa rurale e poi con un finanziamento quinquennale: 67.000 dollari in tutto, ma prima ancora la consapevolezza che 100 anni di storia e quindi di cooperazione non sono passati invano.
Pochi mesi ed il giorno dell’inaugurazione del nuovo edificio arriva. E noi ci siamo, insieme agli amici della BCC Alta Brianza, della BCC Piove di Sacco e del Credito Trevigiano.
E’ festa a Santa Ana che si stringe tutto intorno alla ‘Sua Banca’ e alle attività complementari che ha già saputo far nascere; il coro, la banda, la scuola di danza: anche l’acquazzone giunto nel bel mezzo della festa benedice l’evento e non frena nemmeno i fuochi artificiali.
Bepi ha saputo coinvolgere le autorità civili e religiose nazionali e l’ambasciatore italiano in Quito ha solo rinviato la visita per vedere ‘cosa sono capaci di fare’ la Finanza Popolare e le BCC Italiane insieme.
Abbiamo dato, abbiamo creato i presupposti moltiplicatori, abbiamo imparato a gioire tanto, per poco. E la voglia di continuare a crescere si è percepita dalle parole della Direttrice Jahnet - che ha descritto i dati finanziari - e del Presidente Vinicio - che ha illustrato le nuove sfide. Ma anche dai pilastri già pronti per un altro piano dell’edificio.
Ritornando ci siamo chiesti ancora una volta quanto sia importante avere i piedi per terra, lavorare seriamente e serenamente, avere obiettivi concreti, lavorare per la intergenerazionalità dei nostri progetti, coinvolgere democraticamente i nostri soci, raccogliere a fattor comune le migliori idee e la proattività dei nostri collaboratori. Abbiamo capito che qui sta la differenza tra PIL e FIL (felicità interna lorda), e non ci sembra possibile che il resto della finanza mondiale nulla abbia di tutto questo.
piedino
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