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26/03/2009 news
La Festa del Fuoco Nuovo
Un nuovo anno che ha inizio con la primavera
equinoccio.BMP
Per noi il 21 marzo è semplicemente il primo giorno di primavera. Al massimo, ricordiamo che è l’equinozio. Nella cosmovisione andina, invece, segna l’inizio del nuovo anno solare. E in questo giorno, quando il sole è più vicino di sempre alla terra, soprattutto laggiù all’Equatore, le popolazioni indigene celebrano il Mushuk Nina, la Festa del Fuoco Nuovo.
 
È una delle date che centinaia di anni fa gli Inca avevano già saputo determinare con precisione. Guidate dalla chacana (‘croce andina’, di forma quadrata, antico simbolo andino che trova corrispondenza nella costellazione della ‘Cruz del Sur’), le popolazioni incaiche avevano scoperto che ogni anno è formato da 365 giorni, perché erano 365 le ombre diverse che avevano potuto registrare durante il passare delle stagioni. E da allora il 21 marzo, quando a mezzogiorno i raggi del sole cadono perpendicolarmente sulla terra, e nessuna ombra viene proiettata al suolo, è divenuto il primo giorno dell’anno. Giorno da festeggiare, anticamente, con digiuni e con il sacrificio di lama neri alle divinità. Il fuoco restava spento in ogni casa, si adornavano le colonne con fiori ed erbe aromatiche e vi si poneva in cima la Silla del Sol (la sedia del sole), dove, dicevano, si accomodava il Sole con tutta la sua luce.
 
Oggi non ci sono più digiuni e sacrifici, ma ancora alcune popolazioni indigene celebrano feste e rituali per salutare l’Inti Tayta (il sole) e la Pachamama (la madre terra) e per dare inizio al nuovo anno.
E allora, Feliz Año Nuevo Andino.
 
piedino
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