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19/07/2010 news
Le BCC delle Marche per Codesarrollo

La firma del nuovo Pool di finanziamento della Federazione delle BCC delle Marche

ecuador - pool marche

 A marzo scorso, presso la sede dell’università di Urbino, è stata ufficializzata la firma per il secondo pool di finanziamento marchigiano a favore di Codessarrollo per il sostegno finanziario alle nascenti casse rurali in Ecuador nell’ambito del progetto Microfinanza Campesina.
Questa seconda operazione segue quella perfezionata nel 2004 che aveva visto a suo tempo coinvolte 5 bcc marchigiane per un importo complessivo di 250.000 dollari.
Considerando la puntualità e il buon esito della precedente operazione, questa volta il pool ha raggruppato 10 bcc per un importo erogato pari a 1 milione di dollari.
Anche in questa occasione, come 6 anni fa, la Bcc di Filottrano è stata la banca capofila che ha coordinato l’intera operazione.
Di seguito riportiamo alcuni stralci del discorso con cui Bepi Tonello, il presidente di Codesarrollo ha ringraziato le bcc marchigiane per la fiducia accordata spiegando come e per cosa tali soldi verranno utilizzati in Ecuador.
“Oltre al grazie per la fiducia che ci date con questa firma, credo sia giusto e importante dirvi anche che cosa speriamo do poter fare in Ecuador con questo milione di dollari che oggi ci prestate
Con queste parole Giuseppe Tonello ha iniziato il suo discorso a margine della firma del pool di finanziamento concesso il 19 marzo scorso da 10 bcc marchigiane a codesarrollo e di cui la nostra è la Banca svolge il ruolo di capofila.
 
“Con questo milione di dollari che oggi il pool marche presta a Codesarrollo noi concederemo credito alle casse rurali, ai contadini, agli artigiani, ai poveri dell’Ecuador.
L’Ecuador è un paese ricco ma pieno di poveri…. Dove con poco però si fa molto.
Con 3.000 dollari una famiglia può comprare una mucca e una mucca là significa latte, significa possibilità di lavorare meglio la terra, possibilità di mangiare un po’ meglio, comprare i quaderni per i propri figli….
 
I soldi che voi oggi ci prestate non serviranno per fare beneficenza ma per creare sviluppo.
Uno dei problemi dell’Ecuador oggi infatti è quello di una bassa produzione e di una produttività spesso inefficiente.
I crediti che Codesarrollo concede sono crediti produttivi, concessi per attività che possano aiutare a produrre di più e meglio. Non sono crediti al consumo.
In Ecuador oggi non abbiamo bisogno di fare crediti al consumo come ha bisogno invece il mondo ricco per permettersi i suoi livelli di crescita. Forse un giorno arriverà anche il credito al consumo…. Speriamo solo che non arrivi il consumismo!
Noi oggi abbiamo bisogno di fare crediti per creare sviluppo.
 
Credito significa dare dignità.
Il credito è infatti diverso dalla beneficenza. Se faccio beneficenza il povero avrà sempre la mano tesa, aspetterà sempre l’aiuto di qualcun’altro, non inizierà mai a camminare con le sue gambe, a credere in se stesso….
I poveri invece, e in questi 40 anni che sono in Ecuador lo posso testimoniare, sanno essere affidabili, sanno essere responsabili.
 
I crediti stimolano i poveri più dei doni.
I poveri sanno essere onesti, sanno fare sacrifici. Per questo restituiscono i prestiti; perché hanno capito che il credito è per loro un’opportunità di riscatto dalla loro condizione di povertà.
In Ecuador il 60% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà:con meno di 2 dollari al giorno e il 30 % con meno di un dollaro (sotto la soglia dell’indigenza).
A loro Codesarrollo concede non beneficenza ma credito attraverso le cajas rurales e questo anche grazie ai crediti che le Bcc Italiane, come voi oggi, ci concedete a tassi che per noi sono eccezionali
 
I prestiti che noi concediamo sono ad un tasso annuo del 8-9% che potrebbe sembrare alto ma che non è molto rispetto a i tassi che normalmente sono abituati a pagare i poveri agli unici che prestano loro e cioè gli usurai. Le banche tradizionali infatti non prestano ai poveri perché li considerano troppo rischiosi e inaffidabili. Per cui ai poveri spesso non resta che rivolgersi agli usurai che chiedono normalmente il 10% mensile, il 140% annuo.
Gli usurai concedono credito in tempi rapidissimi, talvolta in un’ora, ma sono altrettanto esigenti quanto violenti nel riscuotere.
Chi va dagli usurai spesso non è per cercare un credito produttivo ma spinto da altre esigenze: magari una malattia, un evento imprevisto, una festa da dover fare spesso condizionati da una religiosità che alimenta la paura….
 
In tutto questo Codesarrollo, il Fepp e le casse rurali cercano di rompere questa catena di schiavitù e povertà, per avviare circuiti virtuosi di sviluppo.
 
I soldi quindi servono per fare sviluppo ma spesso da soli non bastano.
Il recupero integrale della persona (quello di cui parla anche il papa nella sua ultima enciclica caritas in veritate) passa infatti non solo dallo sviluppo economico.
Il lavoro del Fepp e di Codesarrollo è quello di aiutare le persone a liberarsi dalla proprie paure. Nel Vangelo Gesù stesso ripete più volte ai suoi discepoli – non abbiate paura. Per questo Gesù stesso è venuto sulla terra: per a rivelarci l’immagine del vero Dio-Padre che libera l’uomo dalle proprie paure e ci fa figli.
Le paure infatti paralizzano.. anche i poveri!
Noi vogliamo essere loro amici, camminare al loro fianco per aumentare la loro autostima, far capire loro che sono capaci di fare cose grandi.
 
Ma per fare ciò non basta il credito. Per questo lavoriamo ogni giorno per fare formazione non solo in campo creditizio ma anche agricolo, contabile... per accrescere le competenze…
Fare formazione significa insegnare ai poveri e alle casse rurali, a non perdere i propri prestiti perché i sodi prestati ai poveri sono di chi risparmia che è spesso è a sua volta un povero anche lui.
 
Un milione di dollari quindi significa soprattutto dare libertà.
Riempire il piatto di tanti, dove riempire il piatto non significa tanto riempire il piatto di cose da mangiare col superfluo ma significa più salute per i bambini, più studio per i propri figli, significa acqua  in casa…. E molto altro ancora!
 
Fare finanza allora per noi in Ecuador significa sconfiggere la povertà e ridare dignità all’uomo non attraverso il superfluo ma l’esenziale a cui tutti e ognuno hanno diritto.
Significa far crescere le persone, la cultura, conservare l’identità, valorizzare le diversità
Fare finanza per noi significa anche lavorare per ridefinire il senso dello sviluppo che per noi significa tre cose: volersi bene, essere felici e vivere in pace.
Fare finanza significa riscoprire il senso della cultura, il senso del locale che significa identità, il senso del risparmio che è l’elemento chiave alla base di quella rivoluzione mentale che permette l’avvio di questo sviluppo chiamato finanza popolare.
 
Fare finanza quindi per noi è credito ma è  molto di più
Significa sconfiggere la povertà (non solo quella economica) in modo pacifico.
 
Il milione di dollari che voi oggi ci prestate noi, la gente povera dell’Ecuador, ve lo restituirà e ci permetterà oggi di continuare a fare tutto questo
Per questo rinnovo a voi il nostro grazie. A voi che credete in noi e in questo grande progetto di riscatto dell’uomo e vi dico: venite in Ecuador!
La nostra gente ha qualcosa da dire anche a voi: per essere più felici, meno consumisti, meno arrivisti, più generosi, meno egoisti…
E allora… vi aspettiamo!” 

 

piedino
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