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06/12/2010 news
Cambiare si può e, pertanto, cambiare si deve
Il senso della speranza nell’intervento di Bepi Tonello

ecuador bepi tonelloRiportiamo qui l’intervento di Bepi Tonello all'Ottavo Encuentro Ecuador-Italia di Quito.

“Ancora una volta siamo riuniti, dall’Ecuador, dall’Italia, dal Perù, per parlare della vita della gente, per scambiare esperienze tra chi fa credito cooperativo da oltre 120 anni e noi che crediamo negli strumenti della cooperazione e solidarietà, ma abbiamo ancora molto da fare e imparare.
Ci riunisce qui la volontà di lottare contro la povertà: una povertà materiale che non permette, a livello politico, sociale, economico e culturale, la libera espressione dell’enorme ricchezza umana della maggioranza della nostra popolazione.
Questa battaglia contro la povertà materiale – la mancanza di cose e di denaro – non l’abbiamo ancora vinta, ma sappiamo che la battaglia contro le povertà morali, spirituali, affettive e politiche è ancora più dura: troppe persone in Ecuador affrontano limitazioni interne ed esterne che restringono la loro possibilità reale di vivere e di vivere bene.

Ci riuniamo oggi che il FEPP compie 40 anni di vita e di servizio. Coscienti delle nostre debolezze, dei nostri difetti e sbagli, abbiamo anche la soddisfazione e l'orgoglio di dire che continuiamo a sforzarci per realizzare il sogno e la missione che ci ha affidato il nostro fondatore, Mons Cándido Rada, che ricordiamo sempre con nostalgia: essere a servizio della popolazione povera dell’Ecuador, specialmente rurale, cercando trasformazioni strutturali che creino nuove possibilità di crescita per tutti, in un quadro di pace, giustizia, fraternità e collaborazione, scoprendo in ogni persona, famiglia e comunità i potenziali enormi di bene che hanno ricevuto da Dio.

Per questo vogliamo che i 40 anni del FEPP siano segnati da allegria, ottimismo e speranza: è possibile cambiare il mondo, è possibile cambiare l' Ecuador, è possibile cambiare l’Italia ed è necessario farlo rapidamente e bene, affinché coloro che soffrono – qualunque sia la causa – non perdano la fiducia.
“Dare credito alla speranza, dare speranza al credito” è il filo conduttore di questo incontro.
Nello spirito di una virtù teologale – la speranza – che permea la vita di ogni persona, ci troviamo a parlare di uno strumento – il credito – che è il più importando nella storia del FEPP. Credito che non rappresenta soltanto un esercizio finanziario, ma la possibilità reale di cambiare le relazioni sociali, dando spazi nuovi e vasti alla fiducia, ai giovani, alle donne, a persone e popoli che la società dominante tende ad escludere.
Ciò che chiamavamo prima “credito”, oggi lo chiamiamo “finanze popolari”.

Le finanze popolari sono uno strumento efficace per superare la povertà. Il punto di partenza è il risparmio, che si ottiene producendo più di quanto si consuma e stimolando in ogni persona la capacità di autocontrollo e programmazione.
Il risparmio deve restare nella comunità al quale appartengono la persona e la famiglia che lo generano, come seme di un fondo di credito, che può essere completato da istituzioni come il FEPP e Codesarrollo, con il fine di finanziare lo sviluppo locale.
Le finanze popolari, nella loro essenza, sono “economia e credito ben fatti”.
Il “ben fatto” dipende dalla quantità e dalla qualità di intelligenza, sudore, amore ed onestà cui contribuiscono tutti gli attori delle finanze popolari: da una parte i dirigenti ed il personale delle EFL (strutture finanziarie locali) che ricevono i risparmi, dall’altra i destinatari (persone, famiglie, comunità) dei crediti. 
I crediti hanno ulteriore capacità trasformatrice quando sono destinati alla produzione ed alla creazione di nuovi posti di lavoro. Le EFL saranno più forti se si uniscono alle reti provinciali, sia per dare e ricevere assistenza tecnica e finanziario, sia per avere capacità d'incidenza politica attraverso una rete nazionale forte e idealista, la Renafipse, alla quale ci sentiamo molto vicini.

In Ecuados è necessario ed urgente che l'Assemblea Legislativa approvi la legge di economia sociale e solidale delle finanze popolari, per dare sostegno a quel settore maggioritario della popolazione che vuole risolvere i propri problemi economici e sociali con la forza dell’organizzazione, dell’unità, della creatività, del lavoro ben fatto e della libertà di fare concorrenza su mercati equi, con il sostegno e le risorse dello Stato.
Se a tutto questo si unisce una cooperazione internazionale rispettosa ed intelligente, il cammino della popolazione verso lo sviluppo equo e sostenibile sarà più sicuro, rapido e solido.

Di questi parleremo e ci ‘nutriremo’ noi ed i rappresentanti del Credito Cooperativo italiano, che ci accompagnano da 9 anni – attraverso risorse finanziarie e umane – con rispetto, fiducia, idee che meritano la nostro migliore risposta.

Mons Cándido Rade ci diceva: “I campesinos conoscono già i problemi che li fanno soffrire. Proponete nuove soluzioni ed aiutateli a metterle in pratica. Costruite il Regno di Dio”.
Cambiare si può e, pertanto, cambiare si deve. Questo è il senso della speranza.
piedino
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