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14/01/2011 news
La valenza formativa dell'esperienza in Ecuador

di Aminata, Camilla e Alice

Vincere un viaggio in un Paese lontano, sconosciuto per tradizioni, costumi e valori, incuriosisce, crea aspettative. Spesso con il programma alla mano si anticipano immagini, piantine, percorsi, si scoprono tratti somatici diversi, ma quando si vivono esperienze come quella che abbiamo appena fatto in Ecuador, ogni ipotesi, ogni sogno, ogni aspettativa diventa come in bianco e nero rispetto alle fortissime emozioni che hanno dipinto questi dieci giorni.

Tinte forti e profonde che hanno segnato un sentiero nella nostra “foresta” metropolitana. Immerse nella verde distesa della foresta amazzonica, siamo state ipnotizzate dalla fecondità di questa terra, da rumori sconosciuti, da profumi particolari che ci offrivano una piacevolissima sensazione di pace, dove anche lo scandire del tempo sembrava soffermarsi ad ammirare le enormi dimensioni di foglie, alberi e farfalle. Una natura bellissima, rigogliosa, ricca, che contrastava con la semplicità delle comunità indigene che abbiamo incontrato lungo il Rio Napo. Semplici erano le case, semplici i costumi, semplice doveva essere il conteggio del capitale sociale della Cassa Rurale di Pompeya che deteneva 600 dollari; ma il calore dell’accoglienza di quella comunità ci ha sorpreso.
Come ci hanno sorpreso gli occhi dei bambini, neri e profondi come la notte... ma che ci hanno illuminato il cuore. Neri come il petrolio. Abbiamo scoperto le nefaste conseguenze del suo sfruttamento irresponsabile da parte delle compagnie petrolifere nella zona di Lago Agrio, che ha causato gravi malattie nella popolazione indios e compromesso l’Amazzonia. Visitare quelle comunità, vicine territorialmente ma così diverse per cultura, interessi, progetti, ha fatto emergere una comune volontà di riscatto, il voler essere protagonisti di cambiamento, traendo la forza dal gruppo, dall’unione di mani, dall’unione di sogni.

È stato come viaggiare nel tempo: passato, presente e futuro si sono uniti alla riscoperta di quei valori che ci appartengono, che sono alle origini delle nostre Casse Rurali, prese a modello dalle strutture di finanza locale in Ecuador. Imitate per voler essere per la comunità e il territorio volano di sviluppo, perché siamo uomini per gli uomini, perché crediamo nella reciprocità delle relazioni, perché per noi lo sviluppo più importante è quello dell’uomo nella sua dignità e nell’esaltazione dei suoi talenti. Non ci resta che togliere la polvere dai nostri calzari e continuare “orgogliosi” il cammino...
Non bisogna assolutamente cadere nel preconcetto che all’Ecuador diamo solamente. Noi tutti, in primis chi ha avuto la fortuna di vivere in prima persona quest’esperienza di viaggio, abbiamo imparato molto da queste persone che quotidianamente si impegnano con amore e dedizione per il loro territorio che spesso non contraccambia con la stessa riconoscenza. Regali piccoli e preziosi sono gli insegnamenti che abbiamo ricevuto in dono da queste genti coraggiose. “Lavoriamo per il futuro dei nostri figli”: è una frase che non può non colpire soprattutto in questo periodo in cui su buona parte dei nostri territori imperversa un vento di crisi. Viviamo alla giornata e troppo spesso pensiamo prima a noi stessi e alla nostra soddisfazione senza riflettere sul fatto che lasceremo questo mondo in eredità ai nostri figli. Lavorare pensando a costruire cose durature e non palliativi temporanei è un principio che forse, nella vita di tutti i giorni, abbiamo dimenticato. Avere progetti a lunga scadenza e studiati con amore verso chi ne riceverà i frutti richiede coraggio, un impegno costante nel tempo, ma porta a grandi risultati: proprio come la storia delle BCC ci ha dimostrato.

Avevamo sentito parlare della Missione del Credito Cooperativo in Ecuador come della più grande scuola di formazione del Credito Cooperativo. Se sia effettivamente la più grande non lo sappiamo, ma dopo esserci state siamo d’accordo nel ritenerla senza dubbio la più efficace. Le realtà cooperative che abbiamo avuto modo di conoscere e toccare con mano, grazie alla guida instancabile e capace del presidente del Fepp Bepi Tonello, ricordano in tutto e per tutto le nostre Casse Rurali così come dovevano essere alle origini; sono la trasposizione campesina di quello che abbiamo sentito tante volte raccontare dai nostri presidenti. La sostanza è esattamente la stessa: lo stesso spirito, gli stessi valori di riferimento, gli stessi scopi.
Il sistema, il Fepp, è simile al nostro Movimento e, sebbene sia una realtà più giovane, è organizzato, serio, affidabile, in una parola funziona. In ogni cooperativa che abbiamo visitato - e ne abbiamo viste veramente tante! - che fossimo sotto un tendone o in una sala riunioni, ad attenderci abbiamo sempre trovato un pc ed una presentazione in power point con l’organigramma dell’organizzazione (che nella grande maggioranza dei casi vede le donne ricoprire i ruoli di maggior rilievo), i dati di gestione, i risultati.
Nelle presentazioni, sempre ben fatte, non mancavano mai la visione e la missione della cooperativa: “risparmio”, “trasparenza”, “solidarietà” sono i termini che ricorrevano più spesso, concetti che uniti alla tenacia, alla determinazione e a tanta passione guidano l’Ecuador, e i suoi sostenitori, sulla strada della cooperazione, la strada dello sviluppo.

Sono cose che abbiamo sentito e letto tante volte, nelle aule di formazione o nei discorsi istituzionali, ma viverle in prima persona è diverso, emozionante. E cos’è più efficace di ciò che emoziona?

piedino
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