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09/01/2012 news
XIV Congresso Nazionale del Credito Cooperativo. L'intervento di Bepi Tonello

ecuador bepi tonelloLa miglior maniera di dire grazie a qualcuno è dimostrargli che l’aiuto che ha dato è stato utile. Sono 10 anni che il Credito Cooperativo italiano sostiene la crescita della “Microfinanza Campesina in Ecuador”, che oggi noi chiamiamo “finanza popolare”.

Quello che è nato come un coraggioso, ma limitato, gesto di solidarietà della BCC Cassa Padana a favore della Cooperativa ecuadoriana Desarrollo de los Pueblos, Codesarrollo, continuatrice dell’atto di fiducia nei contadini poveri portato avanti dal FEPP, quando è stato fatto proprio da Federcasse, è cresciuto fino a diventare oggi in Italia il più grande progetto privato di cooperazione internazionale allo sviluppo.

È stato un crescere continuo di partecipazione fino a coinvolgere circa 200 BCC italiane delle federazioni Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Trentino, Piemonte-Valle d’Aosta-Liguria, Marche, Lazio-Umbria-Sardegna e Sicilia, oltre agli istituti centrali, Iccrea Holding, Iccrea Banca, Iccrea Banca Impresa, Fondazione Tertio Millennio, Aureo Gestioni, BCC Vita, Ecra, Cral, fino a Confcooperative.

Noi abbiamo ricevuto prestiti, o stiamo per riceverli, per circa 37 milioni di dollari in condizioni eccezionali: basso tasso d’interesse, ignorando il rischio paese, periodi di ammortamento abbastanza lunghi, garanzia chirografaria, rischio cambiario a vostro carico.

Abbiamo ricevuto anche circa 2 milioni e mezzo di capitale sociale da parte dei nostri soci italiani – Fondazione Tertio Millennio, Cassa Padana, Cassa Rurale di Bolzano e la cooperativa Il Canale, legata alla Federazione Trentina – e dalle azioni di donazione.

Altri due milioni di contributo non rimborsabile ce li avete donati per la realizzazione del progetto agricolo, per a costruzione di una decina di sedi proprie delle piccole cooperative rurali socie di Codesarrollo, per l’addestramento dei dirigenti, soci e impiegati delle cooperative, per l’adozione di nuove tecnologie informative, per il rafforzamento delle reti regionali di cooperative, per l’assistenza tecnica alle cooperative e casse rurali, come pure per la loro capitalizzazione e per il controllo dei rischi, della crescita e dei risultati.

Otto incontri Ecuador-Italia (uno dei quali in Italia) hanno permesso che oltre 350 dirigenti e soci del Credito Cooperativo italiano, conoscendo da vicino il nostro lavoro, rafforzassero la loro convinzione rispetto all’utilità e alla bellezza di ciò che stiamo facendo in Ecuador.

Grazie al vostro aiuto, in Ecuador è cresciuto Codesarrollo che in questo mese di dicembre conta:

- 200 soci (quasi tutte persone giuridiche e specialmente cooperative di risparmio e credito)
- servizi finanziari a oltre 500 cooperative e casse rurali e non finanziari ad altre 200
- attivo di quasi 75 milioni di dollari
- portafoglio di credito di 65 milioni di dollari
- relazione diretta con circa 100.00 famiglie
- morosità totale (sofferenze più incagli) del 4,2% al sesto giorno di ritardo
- un utile previsto per il 2011 del 9% del capitale sociale
- 16 succursali
- 172 persone che lavorano


È cresciuto pure il concetto e la realtà della finanza popolare, accolto dalla nuova Costituzione Ecuadoriana e dalla nuova legge dell’Economia Popolare e solidale.

Finanza popolare per noi è “denaro del popolo, per il popolo, amministrato dal popolo nelle comunità per finanziare lo sviluppo locale”. La finanza popolare si costruisce con “risparmio fatto bene, credito fatto bene, solvenza patrimoniale, territorialità, cultura”.
Queste cose ce le avete insegnate voi e noi le adattiamo alla realtà, alla cultura e ai bisogni dell’Ecuador.

Potremmo sentirci contenti, voi e noi, con ciò che finora siamo riusciti a fare, ma noi ci confrontiamo costantemente con ciò che ancora resta da fare. Che è molto di più. E così la collaborazione tra FEPP, Codesarrollo e il Credito Cooperativo italiano continua e si arricchisce di nuove forme e strumenti.

Vi racconto solo le ultime cose:

- Iccrea Banca ci dà in questi giorni un credito di 3 milioni di dollari;
- la Federazione Emilia Romagna ha costituito un pool che ci presta 1.800.000 dollari per la costruzione delle sedi proprie delle piccole cooperative socie di Codesarrollo;
- la federazione Piemonte-Valle d’Aosta-Liguria ci finanzia 1.500.000 dollari per la costruzione delle case delle famiglie contadine;
- pochi mesi fa abbiamo ricevuto 1.545.000 dal pool Lazio-Umbria-Sardegna, 200 mila dollari da 5 BCC del Veneto per rendere competitiva la tipografia del FEPP, 300.000 dalla Cassa Centrale Trentina per terminare l’ospedale “Un canto a la vida”.

Purtroppo è di tre settimane fa la decisione del Governo dell’Ecuador di mettere una tassa del 5% sull’uscita di capitali, compreso il pagamento dei finanziamenti ricevuti: ciò cambia radicalmente le buone condizioni del vostro finanziamento e potrebbe costarci meno se riusciamo ad allungare i termini per la restituzione dei capitali.

Passando a un altro ordine di cose, la Fondazione Tertio Millennio continua il suo lavoro che rende partecipi dei benefici di Codesarrollo anche le cooperative più piccole con il progetto di capitalizzazione, porta avanti il progetto delle adozioni a distanza con la prima adesione della BCC Don Rizzo di Alcamo; parte il progetto dei gemellaggi tra BCC e cooperative ecuadoriane con l’impegno, verso la COAC Junin, della BCC d’Adda e del Cremasco.

Ci sono BCC che donano contributi per sostenere la crescita delle nostre reti di cooperative o a favore di una singola cooperativa o del lavoro di promozione che realizza il FEPP.
Varie BCC e alcune società del sistema importano dall’Ecuador prodotti alimentari e artigianali, con la intermediazione di FEPP Camari, ciò che contribuisce a diminuire l’emigrazione ecuatoriana.

Altre BCC sono disponibili a ricevere persone delle finanze popolari dell’Ecuador per degli stages.

Potrei continuare con il progetto dei pannelli solari per le scuole fredde finanziato da varie BCC della Federazione Toscana, con le BCC che aiutano i campesinos a piantare alberi, a portare acqua potabile nelle case delle comunità rurali, anche grazie ad alleanze con i consorzi delle acque del loro territorio.

Tutto questo a noi fa bene perché godiamo della vostra fiducia, amicizia e aiuto. Perché vediamo crescere il mondo della finanza popolare in Ecuador (cooperative più forti, più numerose, i poveri si convincono che possono risparmiare e sono capaci di amministrare i loro risparmi, le reti diventano più efficienti ed efficaci.

Così si costruisce “el buen vivir” e la finanza popolare è il suo motore, che dà posti di lavoro, speranza e dignità specialmente ai giovani e alle donne.

Io credo che ciò che succede in Ecuador fa bene anche a voi perché ci pare che si è stabilita fra noi una relazione di scambio. Anche noi diamo qualcosa al credito cooperativo italiano: prima di tutto un’occasione per la solidarietà e cooperazione internazionale, che adesso vi vede impegnati anche in Perù, Argentina, Palestina e Africa; poi forse la constatazione, quando venite da noi, che la felicità umana non dipende principalmente dalla quantità di beni che si hanno fuori, ma dalla qualità del bene che si ha dentro; la soddisfazione di constatare che il vostro aiuto produce frutti buoni e abbondanti e che le donne e i giovani sono il motore principale della finanza popolare; infine sentirsi in sintonia con il Vangelo quando si prova che c’è più gioia del dare che nel ricevere e che il cielo ce lo guadagniamo quando diamo da mangiare, da bere, vestiamo, visitiamo, curiamo, consolidiamo…

Dovete esserne orgogliosi.
Io ho una ragione speciale per esprimervi la riconoscenza ecuadoriana. Sappiamo che sentite la crisi: la raccolta è più difficile, la sofferenza cresce, l’utile si riduce o sparisce. Nonostante ciò non diminuisce la vostra solidarietà: si fanno nuovi pool e si rinnovano quelli che scadono, si mantengono gli impegni dei progetti con la Fondazione Tertio Millennio, si continua ad essere fedeli alle amicizie ed alleanza fatte con le cooperative dell’Ecuador.
E questo ha un merito speciale perché la vostra solidarietà adesso non nasce dall’abbondanza, da ciò che avanza, ma dall’austerità, dalla volontà di condividere, dall’ammissione che la crisi per qualcun altro è cronica e molto grave, perché ciò che è a rischio non è la qualità della vita, ma la vita stessa.

Io vi invito a credere e a provare che né a voi, né alle vostre famiglie, né alle vostre BCC, federazioni e società mancherà mai ciò che avete avuto il coraggio di donare ai poveri. La crisi non si risolve chiudendosi, ma aprendosi.

Ve lo dico con grande riconoscenza, fiducia e affetto, rinnovando il nostro impegno di continuare a lavorare con intelligenza, sudore e amore, affinché in Ecuador, in Italia e nel mondo si sia più amore, più felicità, più pace.

di Bepi Tonello

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