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21/02/2012 news
È arrivato il 'carnaval'

ecuador - diablo humaSe “a carnevale ogni scherzo vale”, per tutti coloro che pensando all’America Latina immaginano solo il famosissimo Carnevale di Rio de Janeiro, c’è qualcosa che devono sapere e che sicuramente li stupirà.

A circa una trentina di chilometri dall’ormai noto villaggio, simbolo della cooperazione e della solidarietà, Salinas de Guaranda, nella provincia di Bolivar, c’è una città dove, leggenda narra, si svolge il Carnevale più spettacolare di tutto l’Ecuador!

A Guaranda, cittadina situata al centro di una profonda valle e incoronata dalle alte vette andine, la tradizione cattolica e quella precolombiana si uniscono a formare uno spettacolo unico e irripetibile di gioia e colori.

Durante i festeggiamenti, i riti religiosi, eredità della colonizzazione spagnola, si fondono con le più svariate manifestazioni pagano-incaiche, un mix di tradizione e culture, non solo del passato, ma anche del presente. Per le principali strade cittadine si vedono sfilare maschere di ogni genere, carri allegorici, bande musicali, un folklore che attira turisti e semplici curiosi dalla provincia di Bolivar e da tutto l’Ecuador. Le diverse comunità indigene scendono dalla Sierra per sfilare, mettendo in mostra i prodotti tipici della loro terra, coltivata con tanto ardore e dedizione.
In queste giornate di "Fiesta Mayor", si incontrano anche molti strani personaggi, alcuni forse da evitare: ad esempio l’oscura maschera dal volto nero e labbra rosso fuoco, che offre a chiunque sia abbastanza incosciente e ardito da provarlo, un sorso di Pajaro Azul, a base di liquore aromatizzato alle erbe ed altri misteriosi ed imprecisati ingredienti…
Se, invece, ci si trova a festeggiare il Carnevale in una zona più tranquilla delle Ande, è facile imbattersi nelle maschere del Diablo Huma (huma in Quechua significa cabeza, ovvero testa) e della Vaca Loca che insieme contribuiscono a rendere unico il loro passaggio grazie ad un ballo di rara eleganza e suggestione.
Una cosa è certa: ovunque ci si trovi, non si può sfuggire alla battaglia di farina e uova che si scaturisce per le vie di Guaranda, dove non ci si limita a lanciare in aria innocui coriandoli o stelle filanti, e nemmeno acqua, come in gran parte dell’Ecuador: qui ci si “batte” a suon di uova fresche e farina bianca!
Come si è giunti ad una mescolanza tale di maschere, tradizioni, usi, costumi e… ingredienti è da ricercare principalmente in due leggende che intrecciandosi l’un l’altra danno origine ai rituali di questo Carnevale così originale.
La prima risale alla festa che la tribù dei Guaranguas, antichi abitanti della zona, organizzava in ringraziamento alla Madre Terra e alla Natura. Molti elementi dell’antico rito si rispecchiano in quello attuale: si mangiava molto, in compagnia di amici, parenti e di chiunque venisse invitato. Tutti si dipingevano il viso, si vestivano di pelli di animali, bevevano chicha (una bevanda leggermente alcolica) e mangiavano cibi fatti con il mais. Ballerini percorrevano i sentieri invitando la gente dei dintorni a unirsi alla festa e lanciando sopra di loro, come augurio di abbondanza, farina di mais, fiori e acqua profumata.

La seconda leggenda fa risalire l’origine di questi riti ad una tribù pre-colombiana che, si diceva, discendesse direttamente dagli déi, il cui capo “cacique Shaman”, desideroso di avere la pelle chiara, una volta l’anno, si cospargeva il volto di farina e acqua.

Quale sia la vera genesi di una festa così colorita e fantasiosa, nel cuore della sierra, non è dato sapere; la certezza sta nel fatto che ancora una volta nell’immensa varietà di celebrazioni, riti, danze e tradizioni si rispecchia tutta la ricchezza interculturale, etnica e non solo di un paese straordinariamente variopinto e dall'immenso potenziale umano. L’Ecuador.

di Claudia Corini

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