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07/11/2013 news
Colada morada e pan de guaga per il giorno dei defunti

ecuador - cimiteroSe parliamo con un ecuadoriano di colada morada subito ci dice che è il simbolo per eccellenza del 2 novembre, il giorno in cui si celebrano i defunti in tutto il mondo.

Per molti è una tradizione preispanica, che però con il tempo si è incrociata con il cattolicesimo. Nel periodo preispanico i defunti occupavano un luogo importante nelle credenze del popolo ecuadoriano. Gli studi archeologici hanno dimostrato che gli indigeni credevano in una vita nell’aldilà, e come adesso già festeggiavano i loro defunti offrendo per lo piu del cibo. Nell’epoca della Real Audiencia de Quito, con l’arrivo del cattolicesimo, la Chiesa introdusse nel calendario liturgico un giorno specifico per festeggiare e ricordare i propri defunti: il 2 novembre appunto.

In questo giorno, la tradizione preispanica ancora oggi si manifesta nel prendersi cura e adornare la tomba del defunto, sorseggiando e mangiando in suo onore la colada morada (una bevanda decisamente spessa, di colore viola, che si beve calda. Gli ingredienti principali sono la farina di maiz nero, more, ananas, cannella, chiodi di garofano, fragole...) e il Pan de Guagua (in Quechua, ‘Pane di bambino’), un pane ripieno di marmellata di guayaba.
Il cimitero è super affollato. In molti arrivano in cimitero per fare un picnic accanto al famigliare defunto: c’è chi, oltre a colada e pane, porta anche vero e proprio cibo per poter passare la giornata vicino al proprio caro. I bambini giocano nelle aeree verdi come se fossero in un parco. È un giorno di festa, non c’è spazio per la tristezza. I piu fedeli della tradizione ricreano una vera e propria riunione di famiglia davanti alla tomba, raccontandosi le ultime novità, come per “aggiornare” chi non può sapere cosa sta succedendo da queste parti.

Anche quest’anno per tradizione sono andata nel cimitero storico di Quito dove ho visto persone lasciare pane e colada, dedicare una serenata al defunto e decorare le tombe con fiori e oggetti di ogni tipo. Che rimarranno lì sicuramente fino al prossimo anno.

di Valentina Di Marco, da Quito.

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