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Diario di viaggio

Ottava Missione Ecuador - Diario di viaggio

Dal 4 al 13 novembre si svolge la “Ottava Missione del Credito Cooperativo in Ecuador”, che avrà come momento fondamentale l’Ottavo Incontro Ecuador-Italia sul tema “Dare credito alla speranza, dare speranza al credito. I 40 anni del GSFEPP”. Quest’anno ricorre, infatti, il quarantennale dalla nascita del Fondo Ecuatoriano Populorum Progressio – FEPP e ciò costituirà l’occasione per una più puntuale riflessione sui valori della promozione della persona, del protagonismo delle comunità rurali, della cooperazione allo sviluppo.

 
08/11/2010
La Capilla del Hombre

di Carlo

Tarda mattinata: abbiamo poco piú di mezz’ora per visitare uno dei posti piú suggestivi di Quito. Siamo a “La capilla del hombre”. Una costruzione in pietra, solida e nel contempo leggera, evidente richiamo ad una architettura incaica destinata alla venerazione del sole. Se l’esterno colpisce per le sue forme, l’interno lascia il visitatore senza fiato.
ecuador - guayasaminAccediamo ad una vasta sala quadrata, illuminata centralmente da una cupola. Immediata la percezione di essere entrati in un luogo mistico, assolutamente fuori dall’ordinario: un mausoleo, un sacrario, una cattedrale laica in onore dell’uomo attraverso una galleria di opere sulle sofferenze e le speranze che costellano la vita dei popoli.
Cosa riportare da una rapida visita che ha fatto conoscere ai piú del nostro gruppo un grande artista, di origini indigene, quali Osvaldo Guayasamin?


ecuador - guayasaminL’immediata empatia, il profondo coinvolgimento, il senso di grande tristezza che si trasforma spesso in rabbia, sono solo alcuni dei sentimenti che queste opere hanno suscitato in tutti noi.
Peccato non aver avuto piú tempo, piú calma, piú silenzio per condividere con questo artista la ricerca sul vero significato dell’uomo e della vita.
“Mantengan encendida una luz, que siempre voy a volver”: tenete accesa una luce che torneró sempre. Sono le parole di Guayasamin che sono state incise su una parete.
Noi, la luce – intravista attraverso le lacrime su volti scheletrici con orbite senza occhi – la terremo sempre viva, nella speranza di un risveglio della giustizia, cos¡ come rappresentato dalla bellissima metafora del quadro sul “mestizaje”. Crederemo sempre fermamente nel ritorno di una pace tra le genti, ispirato dall’opera “la tenerezza”: una madre che cinge dolcemente il suo bambino.

ecuador - guayasamin
Prima di concludere, un ultimo pensiero personale. Le mani che Guayasamin ripropone in molte sue opere mi hanno fatto ricordare una persona che ho avuto la fortuna di conoscere qui in Ecuador, grazie agli amici di Codesarrollo.
Era un esule cileno che, a seguito delle torture dei seguaci di Pinochet, aveva perso l’uso di una mano. Costretto a fuggire per salvarsi, era approdato a Quito e faceva, lui ingegnere, il fotografo. Perse la vita nel suo nuovo Paese in una maniera assurda. Ucciso dalle esalazioni di fumogeni mentre riprendeva una manifestazione poltica a Quito.
Julio Garcia, così si chiama questo grande piccolo cileno, ha lasciato - oltre a tante bellissime foto - un ricordo e un’amicizia che contribuiscono a tenere accesa quella luce che tutti noi assieme a Guayasamin vogliamo e dobbiamo tenere accesa.

piedino
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