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Diario di viaggio

Ottava Missione Ecuador - Diario di viaggio

Dal 4 al 13 novembre si svolge la “Ottava Missione del Credito Cooperativo in Ecuador”, che avrà come momento fondamentale l’Ottavo Incontro Ecuador-Italia sul tema “Dare credito alla speranza, dare speranza al credito. I 40 anni del GSFEPP”. Quest’anno ricorre, infatti, il quarantennale dalla nascita del Fondo Ecuatoriano Populorum Progressio – FEPP e ciò costituirà l’occasione per una più puntuale riflessione sui valori della promozione della persona, del protagonismo delle comunità rurali, della cooperazione allo sviluppo.

 
09/11/2010
Oro nero
È martedì. Ci dirigiamo verso Lago Agrio, cioè “lago acido”, una grigia cittadina sorta in seguito allo sfruttamento petrolifero di questa regione amazzonica. I costi di questo sfruttamento sono stati altissimi per la popolazione e per l’ambiente. E lo constatiamo con i nostri occhi.

Ci attendono Donald Moncayo, avvocato che segue la class action contro la Chevron-Texaco, e Ermès Chaves, presidente del Fronte per la Difesa dell’Amazzonia.
Ci portano nella foresta, a vedere la terra attorno ai pozzi n. 2 e n. 24.
Qui le pompe lavorano ancora, giorno e notte, ma di petrolio non ce n’è quasi più. La terra è nera, puzza di petrolio. È così, ci spiegano, fino a cinque metri di profondità. Provano a sciogliere una zolla e quello che viene fuori è una poltiglia oleosa e nerastra. È così dappertutto. Ci raccontano di come avveniva fino a poco tempo fa l’estrazione dell’oro nero, del riversamento delle acque sporche nelle “piscine” a cielo aperto, dei litri e litri di petrolio che venivano riversati nelle strade, per abbattere le polveri una volta disboscata la foresta, e di come i liquami siano finiti nei fiumi, intossicandoli.

Ci mostrano una casa dove vive una famiglia con un bambino piccolo, che dorme nell’amaca: l’acqua da bere la raccolgono dalla grondaia perché quella del pozzo è contaminata. Ci parlano delle persone che si ammalano di cancro, il 150% in più della media nazionale. Ci parlano della violenza di chi vuole le loro terre a tutti i costi: in una mano i soldi, nell’altra la pistola.

Ci raccontano, infine, della battaglia che stanno combattendo contro la Chevron-Texaco. Nel 2003 tentamila cittadini ecuadoriani si sono costituiti parte civile contro questa azienda, accusata di aver decimato la popolazione nativa e di aver distrutto la foresta pluviale, intossicando irrimediabilmente il suo delicato ecosistema.

Siamo sconcertati e arrabbiati. L’ottima cena e le belle danze organizzate per noi dal FEPP non riescono a toglierci l’amarezza. Il viaggio prosegue.
piedino
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