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Ecuador 2012 – La missione del decennale - Diario di viaggio

Dal 21 al 29 settembre si svolge la nuova "Missione del Credito Cooperativo in Ecuador", che assume una particolare rilevanza perché celebrerà i primi dieci anni del progetto. Come ogni anno, momento centrale del viaggio sarà rappresentato dall'Incontro Italia-Ecuador, un Convegno cui parteciperanno i rappresentanti dei governi locali, delle organizzazioni non governative e i dirigenti di associazioni campesine, indigene ed afroecuatoriane provenienti da tutte le regioni dell'Ecuador. Il convegno di Quito sarà l'occasione per riflettere sul tema proposto da Codesarrollo e FEPP per l'evento di quest'anno ("Donne e giovani: forza nuova delle cooperative") e rinnovare la "Dichiarazione di Quito", il documento alla base dell'alleanza.

 
24/09/2012
Prime impressioni di viaggio
Di Pierfilippo Verzaro
Dopo 12 ore di volo Quito! Città arrampicata dove si fondono palazzi ed officine, negozi ed abitazioni, ristoranti e trattorie a buon mercato in una miscellanea di colori. Mi chiedo con quali occhi vedremo questa terra: con quelli del pregiudizio con i quali guardiamo e sentiamo parlare di alcune nostre regioni italiane o con quelli, sollecitati da Bepi Tonello, del rispetto delle tradizioni, della cultura, della dignità di chi ci vive. Rispetto che dovremmo anche ad alcune nostre regioni.
Fantastico il contorno dell'aeroporto che è dentro la città, o forse la città ha ripreso uno spazio che non voleva perdere. Traffico, tanti concessionari di auto, ma l'occhio cade sui negozi dell'indotto dell'auto, in particolare un "gommista": cerchi, ruote di tutte la fogge e dimensioni. A chi, come me, che è un patito delle gomme, trasmette efficienza, divertimento e "profumo" di motori. Accanto piccoli locali adibiti a ristoranti.
Si parte per Otavalo. Lungo la strada si ripetono i concessionari di pick-up e fuoristrada di marca americana. In un punto i colori delle macchine si fondono con quelli del negozio di fiori sottostante il concessionario. I fuoristrada ed i pick-up ci dicono che sono una moda, uno status simbol. E' così anche da noi, mi piace pensare che servono per tenere a bada le strade di questo Paese e sentirsi sicuri quando si percorrono tratti sterrati.
Si lascia la città. Il paesaggio diventa severo, arido, si vedono i segni di incendi recenti, anche qui quante nostre regioni convivono con questo fenomeno. Lungo la strada donne, bambini che percorrono a piedi lunghi tratti o aspettano i pullman per spostarsi. Vita difficile, dura.
Prima tappa, una azienda che produce rose, una eccellenza del Paese, si vedono i capannoni ordinati, puliti, nulla è lasciato al caso; chi ci accompagna lo fa con professionalità, orgoglio e senso di appartenenza: una bella lezione! Senza contare la gentilezza con cui tutti ci accolgono.
Seconda tappa, il mercato di Otavalo. Che dire, esperienza forte. Si fondono anche qui colori, profumi, prodotti del lavoro degli indigeni, ma a questo si aggiunge anche la povertà, di tante donne soprattutto, che vendono il ricavato del loro pezzo di terra: fave, patate, poche cose. Lo fanno senza chiamare, senza chiederti nulla, semplicemente stendendo a terra le loro cose e continuando a lavorare. Altre passano chiedendo, come fanno tutti i poveri della terra con lo stesso sguardo: un aiuto. Ci sono tanti bambini, accuditi dai fratelli o sorelle più grandi o dalle loro mamme o nonne.
Il mercato è per fortuna un luogo variegato. Accanto a queste scene ci sono quelle "bancarelle" più fortunate: vestiti coloratissimi, ricami raffinati, braccialetti e collane fatte da artigiani capaci.
Nel pomeriggio, alla cooperativa PIJAL, ci illustrano i loro programmi e soprattutto il loro perché. Mi rimane impressa la determinazione con cui perseguono gli obiettivi che hanno chiari e che descrivono con lucidità attraverso una presentazione in power point che nulla ha da invidiare alle nostre. Che dire poi della grande attenzione ai poveri, ai bisognosi ed anche agli immigrati dalla Colombia: un pieno di sentimenti veri…
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piedino
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