In Italia: venerdì 9 dicembre 2016 - 12:33 - In Ecuador: venerdì 9 dicembre 2016 - 05:33 Naviga la versione in lingua italiana Naviga la versione in lingua spagnola
BLOG decima missione

Ecuador 2012 – La missione del decennale - Diario di viaggio

Dal 21 al 29 settembre si svolge la nuova "Missione del Credito Cooperativo in Ecuador", che assume una particolare rilevanza perché celebrerà i primi dieci anni del progetto. Come ogni anno, momento centrale del viaggio sarà rappresentato dall'Incontro Italia-Ecuador, un Convegno cui parteciperanno i rappresentanti dei governi locali, delle organizzazioni non governative e i dirigenti di associazioni campesine, indigene ed afroecuatoriane provenienti da tutte le regioni dell'Ecuador. Il convegno di Quito sarà l'occasione per riflettere sul tema proposto da Codesarrollo e FEPP per l'evento di quest'anno ("Donne e giovani: forza nuova delle cooperative") e rinnovare la "Dichiarazione di Quito", il documento alla base dell'alleanza.

 
01/10/2012
Sesto giorno. La vera “ricchezza” di Salinas
 di Pierfilippo Verzaro
 
Sesto giorno. Ragazzi oggi non so se troverò le parole giuste per descrivere quello che abbiamo visto. Inizierò con una battuta per sdrammatizzare. “Francesco ho trovato il Paese dei SUV, qui servono come il pane, trasferiamoci qui, Olimpia non avrà nulla da dire!!!!!”
Tornando seri oggi siamo arrivati a Salinas: un pueblo, come si dice in Ecuador, dove Bepi è stato volontario con Don Antonio che ancora oggi è il padre spirituale, l'anima della comunità di Salinas.
Il viaggio da Quito ci porta lungo un paesaggio più dolce, più verde, dove si trovano le grandi fattorie di produzione di latte. Siamo sulla Panamericana che attraversa il Paese da nord a sud, è una strada larga da SUV (e vai Francesco!), proseguendo vediamo montagne coltivate, o meglio, pezzi di montagna con pendenze del 60% coltivate a dispetto di ogni logica. Poi lasciamo la Panamericana per andare all'interno.
Immaginate uno spazio immenso dove per chilometri non vedete una casa, un palo della luce, tutto quello che a noi sembra scontato vedere - confessiamolo che ci infonde sicurezza -, no non c'è!
 
Solo la natura che ci osserva severa, maestosa, immensa. Un vulcano si staglia sulla nostra sinistra con il suo ghiacciaio: imponente. Ci fermiamo per una foto, ci sfidiamo per una corsa a quota 4000, i primi 50 metri sono leggeri, poi un peso opprime i polmoni: si respira a fatica. Chiara mi vede e mi dice: "mi vuoi lasciare orfana?!!"
Riprendiamo con un passo lento: la strada è un susseguirsi di lavori, i pochi campesinos ci salutano con un grande sorriso. È un attimo intenso, pensi siamo veramente tutti sotto lo stesso cielo, ci sono delle comunità che vivono in questa natura così dura con il collega Ivano, commentiamo, non sappiamo apprezzare la natura che il Signore ci ha regalato, ci scocciamo per un niente!
 
Lasciamo ad un bivio la strada principale per entrare in una sterrata (tipica strada da SUV), se possibile la natura diventa ancora più dura. Bepi ci spiega che siamo in una zona desertica: la sabbia è portata dal vento che amplia il regno del deserto. Per fermarne l'avanzata il FEPP ha avviato un programma di rimboschimento, ci descrive anche con quali metodi e da chi è stata costruita negli anni 70 la strada che percorriamo: un racconto da brividi!
 
Arriviamo a quota 4200 metri dove visitiamo un asilo, costruito grazie anche al contributo del Credito Trevigiano, oltre gli operatori ci accolgono dei bimbi piccoli e splendidi, un bambino ha una straordinaria voglia di giocare a pallone si diverte con i più giovani della comitiva. L'asilo è semplice, colorato, di grande utilità per le mamme che possono lavorare e portare a casa i pochi dollari necessari per la sopravvivenza.
 
Siamo tutti colpiti in modo particolare i giovani del gruppo compresa mia figlia Chiara, li vedo sensibilmente commossi. Lasciamo il campo ai giornalisti, proseguiamo per Salinas, arriviamo e sembra di essere in città! In realtà è un centro abitato di poche case, ma dopo quello che abbiamo visto ha tutto un altro sapore. Il pueblo gravita intorno alla piazza, dove vi è la chiesa di Don Antonio Polo, la cassa di risparmio e credito. Visitiamo alcune delle opere realizzate grazie all'opera di Don Antonio e la Cassa: una fabbrica di cioccolato, una di salumi, una di palloni. Anche qui il concetto di fabbrica va ridefinito. Si tratta di locali minimali, semplici, non strutturati dove si realizza la produzione, mi ricordano i bassi napoletani visti durante il servizio militare, dove convivevano stanze da letto e pane in vendita. Quella dei palloni è poco più di mezza stanza solo cemento dove lavorano in due. Molto bella la visita alla cassa dove, grazie allo spirito informale, che contraddistingue il viaggio, si scherza con i presidenti per la semplicità dei locali che sono al limite della vivibilità, incontriamo Hugo, il gerente della cassa, che ha un entusiasmo senza pari. La visita più bella è al maglificio, troviamo due volontari italiani padre e figlia mettono allegria compriamo di tutto per poco, ci ringraziano perché i nostri acquisti daranno lavoro. Facciamo i complimenti alle signore che lavorano e usciamo. Chiara distribuisce cioccolata ai piccoli che ci salutano.
 
Prima di ripartire incontriamo don Antonio Polo, un salesiano che vive qui dal 1970. Ha parole semplici, ma soprattutto, infonde una pace, una serenità che viene da dentro, da lontano. Ha parole di riconoscimento per i maestri che ha avuto, ma il vero tratto è un altro: non parla mai di se stesso, eppure ne avrebbe ben ragione, ma dei successi della comunità, di quello che ha ricevuto, di quello che fanno i ragazzi che lavorano nella comunità. Penso cosa doveva essere Salinas 40 anni fa'. Che coraggio, che fede che ha Don Antonio quanto si avrebbe da imparare solo ascoltando. Mi viene in mente mia mamma: cosa avrà provato la mamma di Don Antonio quando il figlio è partito, come e quando Don Antonio ha appreso della morte della mamma. Non so rispondere. Credo solo che Don Antonio sia un uomo forte, che ha lottato e lotta per un mondo migliore, senza chiedere ricompensa. Avete mai ascoltato la canzone Chernobyl di Paola Turci dedicata all'elicotterista che per primo posò lastre di cemento armato sul reattore impazzito: Don Paolo è così.
 
Lasciamo Salinas per dirigerci a Guaranda dove trascorreremo la notte, dopo la cena, la presentazione della rete di Codessarrollo, sono colleghi che si sono fatti tre ore di auto per  raccontarci la loro esperienza, e ne faranno altrettante stanotte stessa per tornare, meritano tutta la nostra attenzione ed il nostro rispetto fosse solo per questo, anche se la nostra giornata e' stata lunga e siamo stanchi.
Alla fine ci tratteniamo con loro, grazie all'instancabile Chiara Piva, scambiamo due parole e beviamo, tutti da un unico bicchiere, il Pajaro Azul, il liquore tipico della zona
L'albergo offre anche stanze da quattro ho proposto una riffa (Lore non leggere!!) hanno rifiutato, sono con i fratelli Porro ed Andrea Guidi, aizzati da mia figlia minacciano di mettere in rete un filmato mentre dormo, rispondo che li denuncio per violazione della privacy sempre con l'aiuto del mitico Stefano Trombani! Non so come è finita.
piedino
© 2001 - Progetto Ecuador Microfinanza Campesina
Privacy | Cookie Policy
Powered by Iccrea Banca SpA