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Ecuador 2012 – La missione del decennale - Diario di viaggio

Dal 21 al 29 settembre si svolge la nuova "Missione del Credito Cooperativo in Ecuador", che assume una particolare rilevanza perché celebrerà i primi dieci anni del progetto. Come ogni anno, momento centrale del viaggio sarà rappresentato dall'Incontro Italia-Ecuador, un Convegno cui parteciperanno i rappresentanti dei governi locali, delle organizzazioni non governative e i dirigenti di associazioni campesine, indigene ed afroecuatoriane provenienti da tutte le regioni dell'Ecuador. Il convegno di Quito sarà l'occasione per riflettere sul tema proposto da Codesarrollo e FEPP per l'evento di quest'anno ("Donne e giovani: forza nuova delle cooperative") e rinnovare la "Dichiarazione di Quito", il documento alla base dell'alleanza.

 
03/10/2012
Una nuova visione della vita
 
di Chiara Verzaro
 
Ecuador....un atterraggio sfiorando il traffico cittadino e l'arrivo nel nuovo mondo; oggi come allora, con la sola differenza che invece di scoprire nuove terre si scopre una nuova visione della vita.
Per dieci giorni sono immersa nell'ospitalità di queste persone che con balli, canti e un perenne sorriso ci trasmettono la felicità che provano per questo gemellaggio.
 
La prima cosa che mi è saltata agli occhi è quanto gli Ecuadoriani siano orgogliosi del loro lavoro, della loro crescita e del loro sviluppo: le presentazioni di tutte le cooperative che abbiamo visitato sono state ricche di dettagli ma soprattutto ci sono state esposte con tanta passione. Questa è stata per me una prima grande lezione....il nostro lavoro non ci da mai così tanta soddisfazione, non siamo mai così entusiasti dei nostri risultati, al contrario di questo popolo con le loro cooperative. Sarebbe banale dire che ho riscoperto valori, come l'umiltà e la semplicità, ormai dimenticati perché queste persone mi hanno proprio trasmesso un modo diverso di guardare la vita: il mio mondo mi è sembrato una campana di vetro in confronto a questa realtà così dura e mi sembra il minimo, una volta tornata a casa, apprezzare con molta più passione quello che ho, avendo sempre in mente, dandone anche testimonianza, come si vive qui.
Sono rimasta stupita del modo in cui in ogni cooperativa ci hanno accolti: in alcune abbiamo trovato addirittura la banda e in tutte abbiamo ricevuto regali su regali e spuntini di specialità locali. L'essere stata trattata come una persona importante, nonostante avessi fatto così poco per queste persone, mi ha fatto pensare, oltre a quanto sia squisita questa gente, a quanto poco siamo riconoscenti noi. In Italia ci è tutto dovuto, nessuno usa più dire un semplice "grazie" a chi offre qualcosa.
 
Sono stata molto colpita dal lavoro di Bepi Tonello e di tutti i missionari e volontari che contro ogni logica hanno
abbandonato le comodità del loro paese per aiutare questa gente. Il coraggio di queste persone non si può capire dalla tv o dai giornali....bisogna solo guardare con i propri occhi il loro spirito e l'aiuto concreto che danno agli Ecuadoriani. A loro va tutta la mia ammirazione.
 
Un ultimo pensiero lo rivolgo ai bambini che abbiamo visto qui. Visitare l'asilo di Yuraucsha sperduto tra le montagne è stata un'esperienza terribile...i bimbi erano sporchi, felicissimi di ricevere una semplice caramella, che non manca mai nelle borse delle mamme italiane e avevano come unico gioco pneumatici usati pitturati. In strada inoltre c'erano molti piccoli sciuscià con le mani nere e rovinate dal lavoro. L'ingiustizia della loro situazione mi ha colpita nel profondo....perché in Italia si spendono anche 100 € per un paio di scarpe che verranno cambiate dopo tre mesi e qui i bambini non hanno neanche diritto al latte che costa solo 80 centesimi di dollaro?
Le emozioni vissute in questi giorni si sono tramutate in grandi insegnamenti sulla vita che rimarranno per sempre con me e che spero di riuscire a tramutare con il passare del tempo in modi di fare e pensare che mi renderanno una persona migliore.
Ringrazio mio papà che mi ha permesso di fare questa viaggio e Chiara Piva che, con la sua gentilezza, non ci ha mai rifiutato una spiegazione sia sull'organizzazione che sulle tradizioni locali.
Ciao Ecuador.
piedino
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